venerdì, aprile 30, 2004
Un anno fa lessi sul muro giallo vicino all'uscita Carracci, dietro la stazione di Bologna "Maurizio Costanzo mi uccide: siete tutti testimoni". Mi è venuto in mente leggendo un blog poco fa che proponeva di incriminare Maurizio Costanzo per la progressiva volgarizzazione del suo talkshow. Quando lo lessi, mi ero appena trasferita alla Bolognina, raccogliendo i miei pezzi seminati dalla zona Mazzini fino lì. La Bolognina è il mio quartiere preferito, quello dove mi sento veramente a casa, perchè è vecchio ed un po' logoro, ma la gente che vedi per strada è di tutti i colori e i vecchietti parlano in dialetto, mentre vanno a fare la spesa al mercatino Albani che avevo sotto casa. Le sue strade larghe e le sue vecchie case gialle e rosse a 3 o 4 piani al massimo mi sono entrate nel cuore. Ora che abito in centro, quando mi sveglio posso uscire sul terrazzo enorme subito fuori dalla mia camera e vedere i tetti di Bologna e, lontano, San Luca, ma non mi sento meglio di quando dormivo nel rumore della strada vicino e mi svegliavo vedendo dalla finestra gli alberi, in primo piano, e la strada trafficata subito dietro e, uscendo dalla porta della mia stanza vedevo il corridoio e la porta della cucina di quell'appartamento così grigio e vecchio rispetto a quello di adesso.
Il sonno dei bambini è così diverso da quello degli adulti: per loro è un abbandono senza opporre nessuna resistenza e nessun limite temporale prefissato; per gli adulti invece è un intervallo necessario tra la fine di un giorno e l'inizio del nuovo, una pausa dall'attività frenetica, che si accetta solo perchè si deve.
giovedì, aprile 29, 2004
Siamo piccoli omini e passiamo la maggior parte del nostro tempo a pensare e ad agire a scala molto piccola, ignorando quello che ci sta sopra, sotto ed intorno, o anche semplicemente dimenticandoci che non esiste solo il nostro piccolo mondo, ma che la terra è grande, grandissima! E' una palla enorme e la sua atmosfera, che già ci sembra così grande, non è che una pellicina al confronto della sua massa. Per esempio trascorriamo la nostra vita dimenticandoci che siamo sì piccoli e stupidi, ma siamo tanti e possiamo, tutti insieme, indurre terribili modificazioni sulla palla che ci ospita. Questa piccolezza d'animo balza agli occhi allo stesso modo nelle relazioni interpersonali! Ci sono persone che passano la loro vita a lamentarsi solo perchè hanno ricevuto una delusione amorosa, rinchiudendosi nel loro mondo e giurando di non uscirne più. Coraggio! Capita a tutti di essere bastonati da persone più o meno meschine, ma il mondo si fermerebbe se l'unico tesoro, l'unica informazione che possiamo trarre dalle esperienze fosse il pessimismo acquisito e la sfiducia verso gli altri o se l'unico modo di evolversi fosse un progressivo inaridimento ed il divenire tirchi e chiusi fosse l'unica strada. E' essenziale tornare indietro verso l'amore che ci ha scottato (ma non necessariamente verso la stessa persona), guardarlo e magari toccarlo alla giusta distanza, magari sentire che esso può fare anche un bel caldino oltre che tanta bua.
mercoledì, aprile 28, 2004
Il presente è una dimensione poco popolata. E' difficile infatti pensare ad ora e non a prima o a dopo.
lunedì, aprile 26, 2004
La mia testa, come la mia camera, è intasata dagli scatoloni, con vestiti che escono traboccanti, schegge sparse di mobilio ed oggetti vari. Alla festa di sabato tanta gente nuova ed alcuni incontri dolcemente emozionanti. Peccato solo che la maggiorparte delle persone a me vicine non amino le feste e mi tirino regolarmente buca quando cerco di organizzare qualche evento che li raggruppi tutti sotto lo stesso tetto. Forse si ritroveranno tutti insieme solamente al mio funerale (visto che il mio matrimonio è attualmente abbastanza improbabile!).
giovedì, aprile 22, 2004
Non mi sono ancora molto abituata a parlare con persone che mi leggono quotidianamente e che si ricordano le mie parole più di quanto non me le ricordi io stessa, ma è bello perchè è l'unico modo, o uno dei pochi, per indurmi a scavare in quello che sono i germogli della mia mente, della mia memoria, della generazione delle mie idee. Prima o poi vorrei sedermi ad un tavolo e cominciare a scrivere, scrivere, scrivere e farlo fino all'esaurimento delle mie parole, dei miei pensieri e delle mie energie, vorrei dare un senso compiuto alle mie parole e mettere me stessa in un libro di tante pagine. Tutta me stessa, tutto quello che ho da dare . Può sembrare un progetto ambizioso e di certo non deve essere facile sistemare la mia ingombrante persona in uno scatolino di dimensioni finite, ma chissà. Sabato sarà una giornata storica. Il giorno del mio trasloco! Mi ha commosso il fatto che così tante persone abbiano risposto al mio appello e mi aiutino a traslocare: ho addirittura reperito un camioncino! Poi, dopo un po' di esercizio fisico, andremo a fare la spesa e ci troveremo in un numero imprecisato nella mia vecchia casa per dare fuoco alle polveri della nostra fame di divertimento. Chissà quante persone verranno. Chissà quante persone riuscirò a riunire sotto il mio tetto e con loro tutte le loro piccole storie e le tante piccole cose che mi legano o mi hanno legato a loro. Mi piacciono i bagni di folla, mi piacciono le feste in casa, mi piace agghindarmi ed aspettare che uno ad uno si presentino le persone sulla porta di casa, magari portando nuovi ospiti e mi piace camminare in un mare di persone quando l'atmosfera è quella di una bella festa in casa, quando le persone mi sorridono e brindano con me mentre passo vicino a loro. E' bello che qualcuno risponda al richiamo che io invio invitandolo a festeggiare con me una qualche ricorrenza e mi piace vedere le persone che mi piacciono sulla soglia di casa mia, perchè in quel momento affiora l'affetto che ci lega e la mia gratitudine per volere essere presente in quell'occasione. Il mio amore per l'umanità, come ho accennato in un commento, non si esplica in un volere per forza entrare nelle teste degli altri -magari chattando o altro- o nella pretesa di volere capire cosa pensano o incasellare il loro modo di essere in uno schema predefinito (mi guardo, anzi, bene dal farlo!), ma è un amore assoluto, un amore come quello che si potrebbe provare per un bambino, di cui non si vuole di solito per forza capire la personalità, perchè non ancora formata, ma che ci si limita a guardare ammirati, a vezzeggiare e coccolare vedendo come reagisce agli stimoli positivi. E' bello dare stimoli positivi alle persone e vedere cosa succede. Ma a volte però ci sono persone che emanano una tale carica negativa da rendere possibile per me il solo avvicinamento. La superbia, l'ipocrisia, l'invidia hanno vibrazioni negative e le persone che le usano come strumenti quotidiani del loro vivere diventano ai miei occhi repellenti. E' così che mi chiudo, mi ammutolisco, rifiuto in maniera assoluta il contatto, divento chiusa, seria e mi provocano un tale fastidio che mi devo assolutamente allontanare. Devo avere qualcosa di speciale, o forse è una questione di allenamento, ma io la POSITIVITA' delle persone la sento e la NEGATIVITA' mi permea subito, ne sento l'odore nauseante e devo scappare prima di farmi logorare dalle sensazioni che essa provoca in me. In questi tre mesi, alla ricerca di una casa, ho dovuto tante volte effettuare viaggi sgradevoli nel mondo di persone che, appena entrata, mi hanno fatto sentire involontariamente lo sgradevole odore del marcio che hanno in loro. Loro non lo sapevano, ma io ho percepito il loro marciume e me ne sono fuggita. Il fatto di entrare così a lungo nelle case delle persone e lasciare che esse ti intervistino, pensando, in modo assolutamente arrogante, di capire qualcosa di te solo facendoti tre domande, e pesando quello che dici o ragionando sui tuoi titoli di studio, e di vedere, che, pur non facendo loro domande, essi finivano immancabilmente per mostrarsi e per condurti nel loro mondo, farti annusare il loro marcio che credevano di avere coperto così perfettamente, è stato veramente stressante. Ora sono stanca ma felice. Come dicono gli EN "living on another planet is difficult".
A volte succede che ti rendi conto che hai vissuto per un sacco di tempo, ed hai intrapreso anche scelte importanti, senza capire o meglio avere la consapevolezza di certe cose. E' ovvio che fare ricerca voglia dire esplorare terreni nuovi, ma non ho mai avuto una così grande consapevolezza che sono veramente tanti i punti oscuri della scienza e che per chiarire alcune cose ci vuole un sacco di lavoro e che la strada è lunga, sbarrata, non da ultimo, da difficoltà politiche ed economiche e sociali. Potrò un giorno sentirmi parte di questo mondo e dare un contributo, nel mio piccolo, al progresso? Potrò, a 50 anni, sentirmi realizzata per avere costituito un misero, ma importante, mattoncino della vita collettiva? Potrò lavorare proficuamente non solo per il mio e l'altrui arricchimento, ma per l'arricchimento delle persone che mi circondano e per la salvaguardia dell'ambiente? E' difficile da prevedere, non so se sarò all'altezza, forse non avrò la capacità e la forza di fare quello che vorrei fare, ma forse ricercare, vuol dire percorrere una strada dove innanzitutto si cerca se stessi. Un'altra cosa di cui mi sono resa conto oggi è che, cacchio!, mi pagano per studiare e sono in una posizione privilegiata, per quanto i miei colleghi si lamentino. Sto studiando cose che non avrei mai studiato se non avessi intrapreso questa strada, sto vedendo mondi e realtà che alcune persone non si immaginano, mentre fanno il loro tranquillo lavoro che magari vivono come un mezzo di sostentamento che forse piace, ma non produce realizzazione. Oggi mi sono anche resa conto che sto incamerando una quantità di nozioni, concetti e ragionamenti che vorrei al più presto trasferire a qualcuno. Insomma, una giornata positiva, riflessiva, ma più penso e meno studio, devo trovare un equilibrio tra quello che sento e penso e quello su cui il mio cervello si deve applicare.
mercoledì, aprile 21, 2004
Avresti potuto diventare importante, LO SAI?
martedì, aprile 20, 2004
Ma io sono stupida?
Chi mi crede intelligente è più stupido di me?
Me lo chiedo spesso.
E poi rido.
Oggi giornata dedicata all'istruzione. Che cosa spinge una persona a studiare ancora a quasi 30 anni (abbondiamo!) se non una folle ingordigia?
I giorni si inanellano uno dopo l'altro in una consequenzialità che non lascia spazio per il riposo e per pensieri rilassati. Un secondo dopo l'altro spuntano emergenze quotidiane che mi spingono come se fossi una pallina in un flipper, ogni giorno c'è una persona-molla che mi spinge in una direzione, fino a quando, stanca di correre spinta di qua e di là, stacco la spina. Però è bello vivere in un flipper: ci sono tante luci colorate e ruzzolare liberamente è emozionante anche se alla lunga può stancare. Stasera altra full immersion nella ricerca di una dimora, ma dovrebbe essere uno degli ultimi atti, poi chissà se avrò il tempo di dirigermi nella mia stanzina (ancora mia per poco: le ho già fatto le foto come se stesse per morire) a leggere ed a riposare o se mi arriverà una gran spinta da una qualche direzione che mi sbalzerà fuori da essa... Domani serata dedicata alla nuova frontiera del relax: il relax collettivo. Decidere di incontrarsi con qualcuno per rilassarsi è bello!! Poi giovedì vado a prendere un regalo alla stazione!!! :) Sbarca un personaggio importante addirittura dall'estero! Ma perchè tanti elenchi? Di solito non mi piace né farli né sentirli, quindi basta. Punto.
A capo. Ieri sera sono andata come sempre a cercare casa e, oltre ad avere conosciuto una giornalista (wow che cosa interessante!), ho notato che effettivamente ho un interesse per gli esseri umani che non è eguagliato da nessuna delle persone che conosco. Mi fermo a parlare con persone che non conosco e ne gioisco. Molto spesso. Mentre uscivo dall'appartamento della giornalista mi sono fermata lungo le scale a parlare con una vecchina che aveva due cani: uno era una specie di Yorkshire con le orecchie più grandi e a punta e l'altro un cane nero con la silhouette di una pecora, entrambi vecchiotti. Salutati i cani mi sono messa a parlare con la vecchina che poi mi ha detto che i cagnetti erano uno di sua nuora ed un altro di suo figlio, entrambi morti. Lei piangeva quasi mentre lo diceva ed il cane-pecora la guardava sorridendo sereno, con uno sguardo affettuoso rivolto verso di lei, mentre il simil-yorkshire saltellava felice. Dopo un po' sono andata via perchè erano già le otto di sera, anche se fuori ci si vedeva bene. "Buona notte signorina!". "Buonanotte signora, stia bene". E sono andata a casa con un sorriso mezzo felice e mezzo triste, pedalando sotto la pioggia.
lunedì, aprile 19, 2004
Herr Totentanz mi ha insegnato un gioco. Voglio partecipare a tutti i costi anche se l'esperimento riuscirà meno bene di quanto sia riuscito a lui :S Cito dal suo blog:
"Trovato su Se stasera sono qui:
1. Prendi il libro più vicino.
2. Aprilo alla pagina 23.
3. Trova la prima frase degna del benché minimo interesse.
4. Posta il testo della frase nel tuo blog insieme a queste istruzioni.
Gli occhi traboccano. Gli anni si inabissano.
Il sopracciglio giovane avverte la matita bianca.
E dal sagrato salgono gli scheletri,
le croci scritte con fiori disseccati.
(Ingeborg Bachmann: "Von einem Land, einem Fluß und den Seen", Invocazione all'Orsa Maggiore)"
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"I siti posti sotto controllo tramite monitoraggio di superficie o in foro, che prima dell'evento alluvionale erano 30, diventavano così 170".
Sono il mio 1001esimo visitatore!
sabato, aprile 17, 2004
Mi ha seminato qualcosa dentro che sta germogliando nella pancia. Presto mi usciranno le foglie dalla bocca, dagli occhi e dalle orecchie.
Ieri sera, dopo che mille programmi sono saltati in aria, stavo correndo a perdifiato, come sempre, verso la stazione, per prendere il treno delle 21.05. Alle 21.02 ero alla fine delle scale del sottopassaggio, pronta per lo scatto finale per raggiungere il treno che mi avrebbe portato a casa a vedere un bel film (Film Rosso) vicino al mio cane pazzo assopito. Poi mi sono bloccata. 21.03. 21.04. 21.05. Basta. Torno indietro e vado a casa a riposarmi, a chiudermi dentro di me, a respirare con calma, ad ascoltare la musica ed a concentrarmi per un rito propiziatorio. Eh sì. Ho promesso a E. che lo avrei pensato intensamente ed avrei fatto qualcosa di speciale durante il suo primo concerto al quale non sarei stata presente e così ho acceso la mia lampada magica con le bolle rosse ed ho cominciato a concentrarmi, con in sotto fondo la musica di Beth Gibbons, cd che mi ha dato lui. Mi sono fermata. La settimana è finita. Quando i programmi per la serata saltano sono sempre felice, quando qualcuno arriva in ritardo gioisco, quando ho il raffreddore e devo stare a casa sono rilassata e pacifica come una bimba perchè queste sono cose che rallentano la mia sete di vita, distolgono la mia attenzione dalla mia corsa quotidiana e mi costringono ad oziare, a pensare ad allacciare contatti con persone che ho trascurato (ha del miracoloso il mio riuscire a trascurare tutti e contemporaneamente sentire di non avere tempo per me stessa), a guardarmi allo specchio e vedere come sono diventata, ad ascoltarmi e mi danno la possibilità di ascoltare la mia musica, di pensare intensamente e di leggere, lasciandomi poi rapire e vincere dalla stanchezza. Come ho raccontato ad Hans, ora mi sento pronta per accogliere dentro di me gli Xiu Xiu ed a vibrare sottoposta alla loro musica lancinante e bellissima.
venerdì, aprile 16, 2004
A volte mi sembra che per dovere fare al meglio tutto quello che dovrei fare il mio cervello si dovrebbe espandere, stiracchiare, magari cambiare forma, chissà! Un giorno dovrei avere una capacità di astrazione bestiale, l'altro giorno una discreta abilità nel programmare, un altro giorno un certo senso fisico e comunque sempre una certa concentrazione; d'altra parte, però, devo lottare quotidianamente perchè queste dilatazioni craniche non uccidano né facciano soffocare la mia bistrattata creatività... Finchè nella mia testa ci saranno queste liti mi sentirò viva. "Un cuore così bianco" mi sta piacendo un sacco ed è l'unica cosa a spingermi a fermarmi quando sono sola, oltre al mio perenne male al collo che mi ricorda quanto il mio corpo abbia bisogno di riposo e tranquillità. Come si fa a fare passare una contrazione perenne ai trapezi? Qualcuno ha qualche ricetta miracolosa?
(Rileggendo questo post mi rendo conto di essere un po' monotematica!)
Gli ho detto con un certo timore, ma anche con un certo entusiasmo nervoso, unito al senso di colpa per il fatto che eravamo d'accordo di incontrarci e di fare le solite cose insieme: "Domani voglio assolutamente andare al concerto degli Xiu Xiu! E' un gruppo che mi piace un casino, non saprei descriverti il genere di musica che fanno, magari te li faccio ascoltare prima...". A queste parole seguì il SILENZIO... Pensavo "Ecco adesso mi dice come sempre 'Ma chissà che musica è...se vengo mi rompo...facciamo che ci vediamo un'altra sera o nella migliore delle ipotesi 'Sì, vah... li ascolto e poi vediamo'". E invece ha detto: "Sì, va bene, qualsiasi gruppo sia, ho voglia di venire al concerto con te". Ma è la stessa persona??!?!!?!?!?! Sto sognando?!?!?! Si fa di cocaina??!! Speriamo che duri così.
Quando parlo in inglese ho INSPIEGABILMENTE un accento tedesco. Quando parlo in tedesco non ho l'accento italiano, ho un accento tutto mio e la gente si stupisce nel sentire come parlo perchè cambio tonalità, mi trasformo, e il mio bell'accento emiliano sparisce (sì: quando parlo italiano ho l'accento italiano!). A volte penso che dovrei indagare e scoprire da dove vengo realmente.
giovedì, aprile 15, 2004
Sono una bella persona, perchè nessuno mi vuole dare una bella casa? :'(
Girovagando per la città si notano subito gli stranieri, e si vedeva che lui lo era. Quale italiano (e così bello) aspetterebbe l'autobus di notte tenendo tra le mani due sportine (ehm! buste della spesa?) ripiegate una sopra l'altra, contenenti due scatoline? E poi si capiva anche dal suo sguardo smarrito e un po' perso che sembrava chiedersi, senza darsi una risposta, dove avrebbe portato ogni singolo autobus che arrivava alla fermata! Chi è stato almeno un po' in giro sa quanto siano magici (e a volte importantissimi) gli incontri casuali, gli incontri di persone che ti fanno la gentilezza di indicarti una strada, di farti un sorriso, di accompagnarti dove devi arrivare camminando e dialogando con te tranquillamente, soprattutto quando sei in un luogo straniero e ancora di più se non capisci la lingua del posto. Quando le incontri è come se ti sentissi protetto da qualcuno di grande che nei momenti di difficoltà si manifesta inviandoti da chissà dove qualche essere strano, ma dolce e gentile. Mi sono sentita e mi sento così tante volte ed è per questo che cerco di ricambiare e diffondere nell'ambiente che mi circonda energia positiva. Il nostro sguardo si è incrociato, mi ha chiesto un'informazione e, salutata la mia amica (rimasta a bocca aperta vedendomi allontanare con il bello sconosciuto!), lo ho accompagnato alla fermata. Era proprio tenero con quelle sportine in mano: le teneva in mano come se coccolasse un cucciolo o un bambino e mi ha fatto sorridere quando mi ha raccontato tutto fiero che si trattava di mezzo chilo di parmigiano e di tre etti di tortellini, molto preziosi per la riuscita della sua cena del giorno dopo. E' bello sentirsi infondere positività da una vita che non conosci, vedere l'azzurro degli occhi di qualcuno che viene da un altro continente ed essere pervasi dalla sua energia vitale e dalla sua positività, provare tenerezza per qualcuno che non hai mai visto e poi, dopo avergli dato quello che gli serviva e dopo avere avuto un contatto breve, intenso ed energetico, lasciarlo alla sua strada, salutarlo nella notte e proseguire verso casa lasciandosi vincere strada facendo dalla stanchezza delle giornata e sentire nel cuore la dolcezza delle belle sorprese della vita.
mercoledì, aprile 14, 2004
Penso che sia molto nobile dare qualsiasi cosa senza sentirne il peso...
lunedì, aprile 12, 2004
(Un mio amico un giorno ha detto che)
c'è una sola maniera per fare rimanere due persone insieme a lungo:
esse, con il tempo, devono diventare almeno un po' uguali.
Non è che piano piano diventerò anche io una bimbona granitica (tipo "bimbone" o "totoro" di Mijazaki!)? Ahhaha mi piacerebbe proprio vedermici...
La felicità, come il sesso, viene banalizzata dal racconto. Risparmiamola.
venerdì, aprile 09, 2004
GLI ANGELI NON SONO BIANCHI!
Eh no! Già avevo qualche dubbio sul colore del loro abbigliamento, ma quanto a quello della pelle oggi non ho dubbi... Non so proprio come mai mi riesca sempre di essere così esattamente, perfettamente, incessantemente, allegramente (e anche stupidamente) in ritardo ad ogni cacchio di treno o appuntamento, ma ce l'ho fatta anche oggi! Solo che i miei mitici 4 minuti esatti - da quando guardo la radiosveglia in casa - per percorrere 200 m e attraversare di 15 binari e mezza stazione ferroviaria non erano umanamente possibili oggi. Avevo esattamente gli stessi 4 maledetti minuti per raggiungere la stazione, ma avevo più o meno venticinque chili di bagaglio! Eroicamente però cercavo di correre; dovevo fare molta pena perchè un ragazzo che passava per strada si è gentilmente offerto di darmi una mano e così abbiamo corso insieme: lui teneva una maniglia del valigione da 15 chili e io avevo il trolley da una parte e lo zaino sulle spalle!!! La stanchezza si sentiva pesantemente nelle gambe, sulle spalle, sulle braccia e il fiato cominciava a mancare, ma siamo anche riusciti a fare quasi conversazione (riuscirei a parlare in ogni condizione!). Quando ci siamo fermati vicino alla stazione e l'ho guardato mi sono accorta che sotto il cappuccio della felpa grigia aveva delle belle treccine con le perline d'argento, un bel sorriso bianco bianco ed un viso giovane e carino. Se credessi negli angeli direi che era la personificazione del mio angelo custode! Sono riuscita a prendere il treno per miracolo (nessuno, poi, mi ha aiutato per percorrere i restanti 300 m abbondanti, si limitavano a guardare!), ma ce l'ho fatta! In treno con me c'erano tre liceali carinissimi che venivano da una maratona di informatica e mi chiedevano informazioni sull'Università. Ho dato loro anche più informazioni di quante me ne avessero chieste e sono scesa dal treno dicendo loro che, contrariamente ad alcuni dei miei amici, non vorrei mai ritornare mai giovane, dovrei dare ancora troppi esami!!! (E superare un sacco di ostacoli per arrivare fino qui.)
giovedì, aprile 08, 2004
LILLIPUT NEWS
Come ricorda il mitico Clown in un commento il mio mondo è ancora e sempre pieno di lillipuziani... Questi ometti sono incredibili! Sanno fare un po' di tutto, ma ognuno sa fare bene prevalentemente una cosa, sono scarsamente dotati di tridimensionalità, anzi, si muovono quasi sempre lungo piani; alcuni hanno paura di zigzagare, altri non lo sanno fare. Quando mi vedono rimangono affascinati perchè io, pur nella mia reale imperfezione che a volte sfiora la goffaggine, sono tridimensionale, sono grande e grossa, e mi escono cose strane da tutte le parti ed in tutte le direzioni. Io li amo tutti! Poverini, loro si danno da fare, è solo che sono poveri e piccolini, ma sono taanto buoni e bravi. I piccoli Lillipuziani hanno tutti la loro dignità di piccoli esseri, ma non possono competere con Gulliver, enorme gigante, che come tutti i giganti è lento ed è lontano dalla loro iperattività, anzi ha una flemma buddistica che lo fa diventare a tratti interessante (ma come cazzo fa?!) e mi spinge a guardarlo ammirato, mi attrae e si guadagna un immenso rispetto per la sua placida ed incorruttibile imperturbabilità olimpionica, ma a tratti, quando mi stufo di restare immobile in attesa che lentamente, come lentamente si spostano i ghiacciai, le montagne, le torri pendenti, mi annoio e mi guardo in giro e allora vedo che attorno a me (meno male!) è pieno di piccoli esserini iperattivi; allora mi distraggo, li guardo, perchè, sì, sono belli, sono dolci e teneri e forse mi vogliono bene per la mia mostruosità, almeno quanto me ne vuole l'affascinante bimbone gelatinoso (non può essere né solido né liquido!) ed inamovibile. In realtà il titolo non c'entra nulla, perchè in questo non c'è nulla di nuovo, è solo una descrizione aggiuntiva della vita che vivo. Lillipuziano è soprattutto chi il Lillipuziano fa. Questo è comunque sempre vero.
mercoledì, aprile 07, 2004
Il (mio) mondo in fondo è pieno di buone persone.
Oggi è il 2453103esimo giorno giuliano.
Vorrei impegnarmi totalmente in qualcosa di GRANDE. Pensiero della pausa pranzo.
Vago quotidianamente tra esseri inanimati e mi mescolo bene a loro, non do nell'occhio, mi integro, sono accettata. Mi muovo, parlo, rido, studio, lavoro, vivo. Percorse infinite strade che si intrecciano arrivo ad un incrocio, davanti alla macchinetta del caffè, incontrando gli occhi di una persona vengo colpita da immagini lampeggianti, dalla sensazione dolcemente nauseante dell'essere stritolati, da odori, sapori, rumori, dall'acqua, dalla sete, dalla stanchezza. Quando una persona riesce ad aprire una porta a qualcuno sulla propria anima, quella porta non può più essere comandata, non si può fare finta come con gli altri esseri umani, non ci si può nascondere: ci si sente nudi, inermi, aperti, inevitabilmente squarciati e terribilmente disponibili a ricevere affetto; cose che a volte contrastano con i brutti ricordi. Mi viene in mente la canzone dei CSI "Dimora della carne, riserva di calore, sapore e familiare odore..."
martedì, aprile 06, 2004
Torno sempre a casa un po' frastornata la sera, mangio, penso e ripenso se sia il caso di uscire di nuovo di casa ed andarci, poi penso se magari fuori non sia troppo freddo, poi ripenso al fatto che sono stata nove ore ferma ed allora mi decido: preparo la borsa, prendo la bici e vado! Dopo attimi di affanno (sono sempre in ritardo, c***!), sono pronta, guardo il fondo e mi tuffo! Uno choc bellissimo, apro gli occhi e vedo tutto blu, sento la carezza dell'acqua sulla faccia accaldata e su tutto il corpo. Allungo le braccia davanti a me sorridendo interiormente. In quel momento mi rendo conto che, sì!, SO NUOTARE! Presa dall'entusiasmo faccio un po' di apnea nuotando a rana, guardo il fondo che si muove sotto di me, per poi realizzare che non sono un essere anfibio; riemergendo sento i miei muscoli che lavorano per spostare il fluido in cui mi muovo, fino alla fine della vasca. Tutto ciò che segue è ripetizione infinita di movimenti noti, forse potrebbe essere noioso, se ci si pensasse, ma il mio cervello si stacca completamente: ogni bracciata è una manifestazione della vita che scorre nei miei muscoli.
lunedì, aprile 05, 2004
Il mio smarrimento è letteralmente SATELLITARE


