Ciò che è è, ciò che non è è possibile

martedì, giugno 29, 2004

Il canto del fagiano. Si sente anche questo, dove lavoro! Non che sia proprio in campagna, ma sono proprio al limite della città, dove coesiste una campagna un po' maltrattata, un fiume schiumoso e qualche casolare diroccato che testimonia l'antica architettura. Quando mi fanno i complimenti per il blog mi sento quasi un po' a disagio, non so perchè. Mi viene quasi da rifiutare qualsiasi complimento, forse perchè penso che prima di apprezzarmi bisogni necessariamente conoscermi bene, altrimenti non si sa cosa si apprezza. Mi viene in mente il fastidio che provavo quado ero a contatto con una persona che, continuamente, fagocitava il mio modo di essere, per poi risputarlo modificato e stravolto, quasi cercando di farmi piacere l'immagine che lui aveva di me e di sostituirla alla mia originale. Ma oggi non volevo scrivere questo. Volevo cominciare il post così: è bello che qualcuno ti accompagni a casa la sera e aspetti che entri nel portone, guardandoti con sguardo affettuoso. E' bello perchè sembra che ci sia qualcuno che si voglia assicurare che tu entri al sicuro prima che lui vada via. Di solito io di notte pattino da sola nei vicoli bui e non ho paura ad andare in bici da sola in boschi sperduti, ma fa lo stesso! Ieri sera c'è stata la cena conclusiva del corso di yoga ed ho visto animarsi persone che prima sentivo solo respirare e vedevo sempre con gli occhi chiusi. E' stato molto bello: rilassante e a tratti anche divertente (ma tradurre il Dada che parlava è stato anche stressante). Ieri incontro importante: Gulliver e Follettobuono! Diversamente dal solito, la cosa non mi ha creato nessun disagio: tendo ad avere problemi a vedere insieme persone con cui, separatamente, ho un rapporto profondo perchè è come sintonizzarsi su due frequenze diverse. E' bella la sensazione di essere in un mondo a parte, incluso nel mondo che ci ospita in varie situazioni, è una dolce sicurezza, una delle cose a cui non vorrei mai rinunciare. In qualsiasi posto andiamo siamo io, lui e gli altri, più che mescolati, inoculati, come un pezzettone unico di cioccolato nella torta. Un tempo non era così.
Ogni mattina mi sveglio col pensiero che tra meno di un mese sarò in Giamaica, ma soprattutto, vivrò una vita da Giamaicana e non da turista.

postato da FatinaTedesca 09:39 | commenti (2)

lunedì, giugno 28, 2004

"Ich bin unterwegs, mit meiner unsichtbaren Eismaschine, mit meinem unsichtbaren offenen Kamin. Sie sitzen neben mir in Flugzeug". La mia mattina comincia così; dopo una nottataccia a causa del caldo, un risveglio non dei migliori. "Von A nach B der Liebe wegen" Il mio cuore batte come una percussione in controtempo rispetto alla ritmica della canzone. "Wegen der Liebe" Il mio respiro è forzato ad essere il più profondo possibile, non assecondando la naturale tendenza a respirare affannosamente, a causa della stanchezza. "Und spaeter trinken wir zusammen leer den Minibar". La canzone parla di una persona in continuo movimento "Perpetuum Mobile" e, con sè, quello che si intende usualmente con il termine casa, tutta quella serie di oggetti che ti fanno sentire il calore di un ambiente accogliente. Ovviamente non si possono portare in giro tanto facilmente caminetti e macchine del ghiaccio (supertraduzione di Eismaschine :S), però poi essi ricompaiono nelle situazioni più impensate, a volte si finisce per svuotare il minibar con cotanta compagnia. Sono una zingara, mi sento una zingara, sono senza una casa. La mia dimora è una piccola stanza, che sfocia su un bellissimo balcone, e questa stanza è contenuta in una specie di collegio svizzero abitato solo da ZOMBIE. Solo i migliori zombie per me. Zombie invecchiati: sapore chiaro e gusto pulito! "Die Traeume sind verungluckte Zeitreisende". E così continua, e continua male, la mia lotta contro la negatività. E così ogni volta che io torno a casa contenta e vedo quei volti lamentosi -guarda caso ogni volta c'è un qualcosa di nuovo per cui lamentarsi- mi cadono le braccia e non riesco a reagire. E speriamo che le cose cambino, altrimenti preferirò andare ad abitare in un convento vero.



Non mi piace parlare dei miei disagi fisici, ma ci vedo doppio: stanchezza mescolata a troppo caffè, mescolato a smarrimento perchè devo cominciare a studiare delle cose nuove, basta per un attimo con la méteo, seppure non mi possa dire una meteorologa esperta, ma tant'è. Purtroppo bisogna avere una conoscenza trasversale e questo richiede di non andare sempre e comunque in profondità, altrimenti mi ci verrebbero i capelli bianchi sopra. Ho trovato un commento di Hans che non avevo letto e, effettivamente, sì, l'immagine di me e di mia nonna che usciamo ridendo come delle matte dal cimitero, mentre lei mi spingeva sulla sua sedia a rotelle, è bella, è una specie di condensato simbolico del rapporto con mia nonna, della forza propellente che rappresenta la sua positività e la sua forza, tramandate lungo l'asse genealogico, delle cose tristi e delle cose belle della vita, dell'allegria e della tristezza mixate nel frullatore, fino a creare vortici cremosi agrodolci. Mi è piaciuto anche quello che ho letto sul blog del Follettobuono, che è sempre più sicuro di sé e della sua strada. Il weekend è stato bellissimo, ma non so perchè non mi va di parlarne: sono sempre più convinta che la felicità venga banalizzata nel racconto. O forse ho paura che il racconto me la porti via.
Venerdì mattina sarò a Modena e comincerò il mio cammino (si fa per dire, in mtb!) verso Massa.


postato da FatinaTedesca 10:17 | commenti (4)

Ieri sera ero sul mio bellissimo balcone a mangiare la pizza fatta dalla mamma insieme alla mia amica polacca -sono molto orgogliosa di avere una amica così polacca- quando lei mi dice che è bello il balcone, la vista che si gode da là e... c'è anche un bel figo alla finestra, proprio di fronte! Un po' stupita mi volto e vedo che il tizio in questione è proprio un bel fustacchione, stava telefonando appoggiato al davanzale ed era a torso nudo. Poi mi giro verso il balcone di fronte e vedo il mio vicino matto, quello che sta sempre in terrazza e mi saluta sempre con quello sguardo così buffo e quell'espressione così buona ed ingenua: come spesso fa, si era messo ad ascoltare il walkman con le cuffie ed a dondolarsi, staccandosi periodicamente dal muro con la schiena. Poi il mio sguardo torna di nuovo al ficonzo alla finestra -e si nota che è pure nudo!-, e poi di nuovo verso la mia amica che ha gli occhi sgranati. Mi viene spontaneo fare cenno al matto di fronte che poi si gira verso di lui e quando si volta di nuovo verso di noi ride di gusto; come se non bastasse comincia pure a sfotterlo ed a dire, con gesti di varia natura, che ce l'ha piccolo piccolo. La scenetta dura finchè il ficonzo non torna indietro e, quando riappare, W. urla con malcelato entusiasmo "Eccolo, eccolo". A quel punto scompare e non si fa più vivo per tutta la serata. E pazienza! Del resto non avevamo tempo di rimanere lì a sbavare tutta la sera: dovevamo preparare la presentazione per la laurea! La mia amica si laurea tra due settimane e, con un leggero accento slavo, ha ripetuto la sua presentazione in cui ha saputo usare un linguaggio adeguatamente forbito. Mi piacciono gli slavi perchè, almeno quelli che ho conosciuto io, sono diretti e sono persone semplici, lontane dai fronzoli e dall'ipocrisia italiana;con lei, poi, ci si diverte tanto perchè è una ragazza dotata di umorismo e di ironia, cosa di cui la maggior parte delle donne che incontro sono prive.

postato da FatinaTedesca 09:26 | commenti (2)

venerdì, giugno 25, 2004

Sto tirando gli ultimi, come si dice. Dalla prossima settimana giuro di dormire di più, in modo da essere più lucida di giorno! Ma ora è tardi per mettere le pezze a quello che non si è fatto per una settimana e così me ne parto per il Lago di Garda, con l'intenzione di rilassarmi, di dormire e di frenare un attimo. Leggendo i blog che leggo di solito ho trovato una bella cosa scritta qui.
Ieri sera abbiamo fatto yoga e poi siamo stati a casa mia a mangiare sul terrazzo: bellissima serata tranquilla e serena, come sempre!

Nella vita serve un minimo apertura verso gli altri perchè essi, anche casualmente, possono migliorare la nostra vita. O anche solo una giornata della nostra vita. Ma si sa: una vita è fatta di tante giornate, di tanti ora e adesso.

E ci vuole coraggio. Coraggio. Coraggio. Coraggio. E energia: da qualche parte bisogna trovarla.

Buon weekend.

postato da FatinaTedesca 16:57 | commenti (1)

Una frase scritta su un biglietto, attaccata alla vostra porta di casa. Una frase scritta su un blog, il titolo del blog. Una canzone. Tutto può lasciare il tempo che trova, a meno che, in questa frase, voi non crediate fermamente, non lottiate per i vostri sogni, i vostri ideli, le vostre idee, vivendo nel presente e costruendo contemporaneamente, passo dopo passo, ciò che ora non ritenete nemmeno possibile, ciò che chiunque sconsiglierebbe, ma non perchè non siate in grado di farlo, ma perchè i sogni, per realizzarli, hanno bisogno di venire pompati con tanta energia, dovete soffiarci dentro con tutto il vostro fiato e stare attenti che non ne esca l'aria e non sgonfi il tutto. Oggi ho deciso che realizzerò un sogno un po' folle. Ci vorrà tempo, ma lo realizzerò.

postato da FatinaTedesca 09:11 | commenti (2)

giovedì, giugno 24, 2004

Eh sì, oggi sono a corto di idee. Ho troppo sonno e ho troppa fretta. Frammenti di idee cresciute durante la giornata, raggruppate ora (17.25) che le energie se ne stanno andando del tutto, soprattutto quelle mentali.
Vi lascio un link...
Totentanz mi ha fatto pensare a Monte Sole. Santo Coniglio sbatticoperchi. Dammi la voglia di studiare anche oggi e fa che non mi distragga troppo. Amen.

postato da FatinaTedesca 10:03 | commenti (5)

mercoledì, giugno 23, 2004

Guardate intensamente il coniglio sullo sfondo, dritto dritto negli occhi. Non tremate di paura temendo che domattina vi venga a svegliare? Nascondete tutte le pentole che avete in casa!

postato da FatinaTedesca 12:36 | commenti (5)

Alle sette di questa mattina ero nel mio letto, avvolta nel lenzuolo attorcigliato attorno al mio corpo, abbandonata ad un sonno leggero perchè qualcosa in me sapeva che mi sarei dovuta alzare a breve. Un suono metallico, come di pentole, mi ha risvegliato dallo stato di torpore e ho visto aprirsi la porta e, con essa, uno spiraglio di luce. Aprendo gli occhi ho guardato il soffitto e mi sono stiracchiata cercando di capire che cosa avesse provocato il rumore. Quando i miei occhi si sono abituati alla luce ho diretto il mio sguardo verso la porta e mi sono accorta che un coniglio bianco, piuttosto grassoccio e peloso, era sulla soglia; poi è entrato nella mia stanza, camminando, non so come, sulle zampe posteriori. Quando il suo sguardo vitreo si è incontrato con il mio, ha cominciato a sbattere freneticamente uno contro l'altro i due coperchi che aveva in mano, producendo un frastuo terribile! Con una voce stridula, poi ha cominciato ad urlare "SVEEEEEEGLIA! SVEEEEEEEGLIA", mostrando i suoi quattro dentini un po' ingialliti. Saltava come un disperato e si sbracciava con i coperchi in mano! Per dargli soddisfazione mi sono alzata. Per tutta risposta se ne è andato, sgusciando sotto la tapparella, scappando sul balcone e scivolando giù dalla grondaia, con insospettata agilità. Il matto che abita di fronte a me era sul terrazzo, quando sono uscita in camicia da notte con i capelli arruffati, inseguendo il coniglio.

Dice di non avere visto niente.


postato da FatinaTedesca 09:23 | commenti (8)

martedì, giugno 22, 2004

"...If you don't understand something, alarm bells should be going off in your head. How can you use a method you don't understand? Only on faith!! While faith might be useful in your spiritual life, it is anathema to your scientific life..."

postato da FatinaTedesca 12:01 | commenti (3)

Ich schlafe fest. Langsames Erwachen.
Die Körperfunktionen. Bewusstseinsmachanismen setzen alle wieder ein, sind alle wieder da, mit ihrem ganzen üblichen Tralala;
zurück an der Oberfläche. Ich fühle mich komplett unerfrischt, ja beinahe ausgehebelt.
----
L'estate non esiste! O almeno, non esiste per me, se non in senso climatologico. Tutto questo risvegliarsi dei sensi mi sembra un po' finto, queste canzoncine allegre, queste trasmissioni di RCdC che in inverno si distingue per pacatezza e che invece sono diventate delle accozzaglie di esseri fintamente entusiasti, perchè, ragazzi!, è estate e bisogna essere... ESTIVI! Mah. Le mie canzoni estive sono sempre quelle invernali, quindi EN soprattutto.

La mia coinquilina (una delle due, finalmente comincio a distinguerle e a non considerarle come un essere bicefalo con tutti i difetti dell'umanità messi insieme) risente dell'estate e le fa bene: la mattina fa gli esercizi con i pesetti, come le ha consigliato il Follettobuono, e adesso andrà anche a correre. Spero che le serva ad essere meno fiacca e che magari andremo a correre insieme quest'autunno.
Io invece nuoto come una forsennata, do tutta me stessa, utilizzo tutte le mie risorse vitali, tutto il fiato e la forza che ho e torno a casa sentendo tutti i muscoli rigonfi e pesanti.
Ieri sera mi hanno colpito gli sguardi del dirimpettaio che, stanco di guardare la tv ed allontanandosi dalla casa dei matti con il pensiero, ma non con il corpo, continuava a seguire i miei spostamenti sul balcone. Mi hanno colpito perchè ho sentito per lui una grande compassione, ma non nel senso che mi faceva pena, ma forse nel senso di con-passione, di comprensione della sua situazione, sentendo un po' di malinconia al posto suo.

Mia mamma è un mito, dovreste conoscerla.



postato da FatinaTedesca 09:15 | commenti (1)

lunedì, giugno 21, 2004

Je voudrais du soleil vert
Des dentelles et des théières
Des photos de bord de mer
Dans mon jardin d'hiver

Je voudrais de la lumière
Comme en Nouvelle-Angleterre
Je veux changer d'atmosphère
Dans mon jardin d'hiver
...

Oggi mi sono svegliata con questa canzone, poi mi sono infilata con orgoglio i pantaloni militari di Gulliver ed una maglia rosa pallido e sono venuta a lavorare.
Ieri sera siamo usciti insieme a mangiare e, come sempre, con la mia voce squillante e felice gli raccontavo le mie cose, mentre lui ascoltava sorridendo beato e guidando verso il ristorante. Con la stessa vocina allegra gli ho raccontato che ieri, insieme a mia nonna, per l'occasione seduta su una comoda carrozzina che le ha permesso di percorrere due o tre chilometri senza fatica, mi sono messa a gironzolare per il cimitero, andando a guardare tutte le tombe del mio piccolo paese. E' stato bello ritrovare tante persone che conoscevo, tutte là, immortalate con le loro espressioni più belle. Molti di quelli che conoscevo erano giovani, quasi tutti morti di notte sulle strade diritte e veloci della pianura, come Max e Leo, che, a 16 anni, saliti sulla moto di Max, hanno trovato entrambi la morte in un fosso vicino al Reno, nella notte, nella nebbia, nel freddo del gennaio del 1989; o anche Monta, che è stato un mio compagno di giochi, quando avevamo costruito abusivamente un campo da pallavolo; c'era anche un vecchietto piccolo e rugoso, che gironzolava sempre con la sua biciclettina nei dintorni della mia casa e anche sua moglie, così grossa e buona, anche se aveva una faccia cattiva che era morta qualche mese dopo di lui. Non mi ero resa conto che fossero morti: si sono dileguati senza che io me ne rendessi conto, e così tante delle persone che ho visto ritratte in foto, sulle tombe. L'epoca della morte dei giovani si lasciava intendere dal loro abbigliamento, mentre gli adulti avevano foto senza tempo. Mia nonna cominciava a scalpitare e quindi sono andata via prima di riuscire a trovare la tomba di Giuseppe P, mio bisnonno, che faceva lo scariolante, come quelli della canzone che ci insegnavano alle medie. La cosa non mi ha intristito particolarmente, sono cose della vita. All'uscita mia nonna si era stancata di farsi spingere e così i paesani hanno visto una scena quanto meno singolare: una novantenne magrissima e piccolina, con i capelli tinti di castano e gli occhialoni, vestita elegantemente di nero e verde scuro, spingeva, mettendoci molta energia, una giovane in minigonna e canottiera, visibilmente sana, seduta su una carrozzina, all'uscita del cimitero!
Tutte due ridevano come due matte, dovevano trovarci qualcosa di veramente divertente in tutto ciò.
La mia passione per lo sterrato poi si è abbattuta come una punizione divina, su mia nonna, che ha percorso, in carrozzina, spinta da me, un luuuungo prato, tirandomi (urlando!) contemporaneamente degli accidenti in dialetto e sventolando pericolosamente il bastone. Poi però sembrava si fosse divertita anche lei, quando lo raccontava a mia madre!
Sabato sono riuscita ad arrivare a Montovolo: alle dieci sono partita con calma e un po' di stanchezza residua e, piano piano, per strade sterrate, sono arrivata, attraverso Casalecchio, Lama di Reno, Panico, il Parco di Monte Sole e Grizzana, alla sospirata cima di Montovolo. Ho conosciuto vari vecchietti simpatici e la domanda che mi hanno posto tutti era: "Ma vieni da Bologna??!!? DA SOLA?!??!" Dopo circa 80 Km e mille metri di dislivello, percorsi su sentieri tra boschi, prati e stradine ghiaiate, mi sono tolta le scarpe e mi sono seduta su un pilastrino di cemento ad ammirare il panorama dinnanzi a me: c'era San Luca, lontano lontano, che vedo tutti i giorni così vicino, e c'era la pianura, all'orizzonte e c'ero io che non mi sentivo stanca, ma soddisfatta di me e della mia vita, pronta per la discesa e per mille altre avventure, prima nel weekend e poi nei giorni a seguire. Tutte le volte che, sudata, sporca e con i muscoli affaticati, guardo giù penso: NE E' VALSA LA PENA.

postato da FatinaTedesca 15:12 | commenti (5)

domenica, giugno 20, 2004

Gli scialatielli hanno un sapore ancora migliore se vengono gustati dopo 85 Km di sterrato (in bici!)... Ora il vino napoletano mi sta chiudendo un occhio e non posso andare avanti a scrivere. Evviva Napoli, evviva me che sono riuscita ad arrivare a Montovolo.

postato da FatinaTedesca 00:58 | commenti

venerdì, giugno 18, 2004

In Finlandia non riescono ad arrivare i passeri alla fine della stagione fredda perchè quando vanno in Italia a svernare vengono uccisi e mangiati. Bah. Non so perchè mi è venuta in mente questa diceria finlandese: forse perchè ho localizzato, casualmente, la Karelia, patria di deliziosi manicaretti finlandesi molto apprezzati da Hans (a me però piaceva di più quel dolce stile mattone con l'uvetta, come si chiamava? Hilfe! AH, KARVAPUSTI!). Oggi non capisco le cose: forse quando penso di capire sono solo un'illusa. Il brutto della mia situazione attuale è che non mi posso confrontare, nè farmi aiutare, nè sfogare con qualcuno che faccia le mie stesse cose. Si è soli al mondo, ma io non sono fatta per vivere nel deserto, anche se domani farò una simulazione abbastanza credibile... Oggi news sul lavoro: si è laureato il mio compagno di stanza ed ora sono da sola anche nella stanzona dove svolgo quotidianamente le mie mansioni di dottoranda che, per ora, consistono nello studiare, nell'incamerare concetti di diversa natura -senza farmi sopraffare dalla noia, ma andando a cercare in ogni parte del mio essere interesse e voglia di studiare-, che poi dovrò tirare fuori al momento buono, cioè dopo le vacanze quando, al ritorno dalla Giamaica prima, da un giro in barca a vela di una settimana poi e poi ancora da una scuola che mi insegnerà come maneggiare certi dati satellitari (suona figo, lo so, ma non mi sembra poi una cosa così straordinariamente straordinaria dal di dentro), dovrò attingere a tutte le mie risorse fisiche e mentali che avrei dovuto rafforzare in questo periodo (e lo sto facendo in parte) e partire alla carica. La domanda è: mi ricorderò tutto quello che ho incamerato in un anno? Beh speriamo proprio. Questo blog mi sta piacendo sempre di più, perchè penso che il raggio d'azione dei miei pensieri e delle mie cazzate quotidiane sia aumentato e questo mi piace non poco. Quando sarò in vacanza non riuscirò ad aggiornarlo, ma almeno scriverò qualcosa su carta, questa volta però solo per me, perchè non penso che poi qualcuno riuscirebbe a trovare la forza di leggere un mese di scrittura, prontamente trascritta al ritorno (vabbeh, qualche essere buono e paziente sì, non faccio nomi!). Ok. Lo invierò per posta celere a chi lo richiederà, con i complimenti della ditta. Sento già la mancanza di qualcuno in questa stanza. La prossima settimana ci sarà una tipa odiosa e io dovrò sperimentare l'autocontrollo, dovrò cercare di volerle bene ed essere indifferente alle sue vibrazioni negative, prendere insomma esempio dal Dada. Lunedì glielo chiedo come cacchio fa ad essere così gentile con tutti. L'altra sera raccontava anche delle yoga-barzellette. Follettobuono: devi assolutamente venire lunedì prossimo! Oggi mentre tornavo dalla laurea pensavo a quelli che mi conoscono solo tramite il blog. Chissà come mi immaginano, chissà se hanno la vaga idea di come possa essere dal vivo. Dal fatto che le amicizie con persone che sono andate a fare l'erasmus o sono state via per un annetto o due si sono rafforzate moltissimo, lettera dopo lettera, devo dedurre di essere più interessante o quanto meno affascinante o esplicativa o che so io, via email o comunque per iscritto. Il fatto è che dal vivo ci sono poche occasioni per mostrare alle persone il proprio lato profondo e questo penso sia il mio lato migliore: non per niente io non ho una compagnia di amici, ma tanti amici singoli che il più delle volte non si conoscono; non è un caso. A differenza di molte persone, però, pur preferendo contatti di tipo ravvicinato, sono brillante in mezzo alla gente e mi piacciono le feste con tante persone, i bagni di folla, soprattutto se l'ambiente permette di curiosare e conoscere nuove persone, ma anche quando non lo permette, come nei viaggi di lavoro (ahimè non me ne fanno più fare!), forse perchè la mia scelta non è dettata dalla timidezza. Entro le 19 devo capire come si formano i fronti.

postato da FatinaTedesca 17:08 | commenti (5)

Ieri sera passavo in bicicletta in via Albani e, nel buio, sul muro giallo, ho scorto una figura rossa vivida con i contorni neri. Sembrava uscire dal muro e mi ha impressionato e costretto ad invertire la rotta. Era un essere disteso, con le estremità a forma di serpente (testa, pedi, mani, pene) ed addosso un golfino di lana con tanto di camicia e cravatta. Forse è lui che, quando non ci sono, sposta in camera mia le mie cose, di certo non la vigliacca, che nega l'evidenza e si diverte a prendere e portare a spasso i miei oggetti. Non ho ancora imparato ad essere indifferente alla stupidità che mi circonda, all'invidia, all'arroganza, insomma a quelle persone che, anche quando si è felici e spensierati, ti mettono i bastoni tra le ruote con i loro comportamenti negativi del cazzo. Ma lo imparerò.



postato da FatinaTedesca 08:45 | commenti (1)

giovedì, giugno 17, 2004

Mi sento quasi in dovere di scrivere tutti i giorni e di dare notizie al mondo esterno delle mie attività, dei miei stati d'animo e delle mie speranze. Ormai ho assuefatto con la mia scrittura vari amici e la cosa mi riempie di gioia e di affetto nei loro confronti anche solo per il fatto che quotidianamente mi vengono a trovare e leggono quello che scrivo e magari quando mi vedono lo commentano e mi parlano delle loro sensazioni, idee, emozioni. Ieri sera ho potuto cenare con calma, sul terrazzo, senza parlare per forza di argomenti generali e noiosi, insomma: non ho cenato con le mie coinquiline! La mia camera attuale è bellissima perchè, pur essendo piccola e sempre incasinata come un bazar orientale, sfocia -si allarga, ha sbocco, continua- su un terrazzo di trenta metri quadrati da cui si vedono i tetti di Bologna e, in lontananza, San Luca. Di fronte a noi c'è una casa-famiglia in cui sono ospitati alcuni matti. Non uso parafrasi, non mi piacciono. Sono matti. Ovviamente è sottinteso che non per forza sono più matti della mia coinquilina che, appena vede un qualsiasi oggetto che mi appartiene appoggiato in cucina o in soggiorno, prontamente lo prende e me lo viene a piazzare in mezzo alla stanza; ovviamente lo fa rigorosamente quando non ci sono. Ecco, il loro essere matti è più bello, più spensierato, meno fastidioso. Loro hanno sulle loro facce un sorriso che lei non ha, hanno una apertura agli altri che lei non ha e mi fanno sempre ciao dal balcone quando mi affaccio. Mi piacciono le persone buone e aperte, quelle persone che, quando dai loro attenzione e affetto, lo apprezzano e ti ricambiano. Ricordo le domeniche passate in ospedale, poi in un centro di riabilitazione e poi in ospizio (anche qui evito parafrasi) quando mia nonna non stava bene -ora per fortuna si è ripresa, e, seppure perda qualche colpo, è in forma smagliante- e io stavo per interi pomeriggi a parlare con le vecchiette così intristite, mentre mia nonna dava spettacolo e faceva ridere tutti con le sue battutacce! Io sono come mia nonna: l'unica dell'ospizio che ballava con gli infermieri anche senza musica; forse era una delle più vecchie (88 anni!), ma, mentre gli altri stavano là a lamentarsi, lei rideva e scherzava con gli infermieri. Nella vita ci si trasforma, perché il corpo si degrada e con esso, a volte, anche la mente, ma non c'è niente da fare e, quindi, tanto vale abituarsi e fare il possibile, con quello che si ha, senza lamentarsi o intristirsi, cercando di diffondere attorno a se energia positiva, fino alla fine.

postato da FatinaTedesca 13:15 | commenti (5)

mercoledì, giugno 16, 2004

Vedere come si organizzano le nubi e come si spostano mi fa sentire una bambina che osserva le formiche.

postato da FatinaTedesca 16:41 | commenti (3)

A volte, come oggi, come adesso, mi prende una terribile ansia che tutti ce l'abbiano con me, che si lamentino per i miei difetti e mi odino e che tutti abbiano i loro fondati motivi.

postato da FatinaTedesca 14:02 | commenti (5)

Studiando mi viene in mente questa canzone, nel bel mezzo di una assolata e serena giornata di giugno, memoria di tempi lontani, oscuri, grigi, ma anche felici. Gli anni ottanta avevano un altro sapore.

Devenir gris
Devenir gris
One man on a lonely platform
One case sitting by his side
Two eyes staring cold and silent
Show fear as he turns to hide
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Un homme dans une gare isolée
Une valise a ses cotés
Des yeux fixes et froids
Montre de la peur lorsqu'il
Se tourne pour se cacher
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Sent la pluie comme un été anglais
Entends les notes d'une chanson lontaine
Sortant de derriere d'un poster
Espérant que la vie ne fut aussi longue
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Feel the rain like an English summer
Hear the notes from a distant song
Stepping out from a back shop poster
Wishing life wouldn't be so long
Devenir gris
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Devenir gris
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Devenir gris
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Devenir gris
Aaah, we fade to grey (fade to grey)
Aaah, we fade to grey (fade to grey)

postato da FatinaTedesca 10:42 | commenti (1)

martedì, giugno 15, 2004

Vi siete mai chiesti che cosa mai spinga il cane ad annusare i fiori sotto la pioggia? Beh qualcuno che si è fatto questa domanda è passato di qui! Mi diverte molto vedere come, per caso, arrivino persone qui che, disgraziatamente per loro, cercano altro (come per esempio un commento su una poesia di Montale, zozzerie, sacchi a pelo, ammortizzatori per bici...).

postato da FatinaTedesca 17:41 | commenti (1)

Oggi, cari miei, -mannaggggialamiseria!- non ho tempo per scrivere. Magari domani, anzi di sicuro!!! Sono giorni pieni di belle cose, questi che sto vivendo! Chi legge questo blog penserà che faccio uso di droghe pesanti: chissà mai come cacchio faccio ad essere sempre così carica (un mio amico si sentiva a disagio con me per questo motivo :S). E che cavolo ne so io? Io vivo, sgambetto, studio, mangio, nuoto, faccio yoga, leggo, faccio l'amore, parlo, dormo, scrivo sul blog, mentalmente faccio le capriole e mi rotolo sul prato di fronte alla mia finestra e sono FELICE. Se vi manco potete leggermi anche sul blog troppisogni. PS: mia sorella mi fa un po' senso: ora che è ingrassata e io ho i capelli lunghi e biondicci mi assomiglia troppo e questa cosa mi fa sentire male!!!!

postato da FatinaTedesca 10:27 | commenti

lunedì, giugno 14, 2004

Il rispetto per se stessi è importante.

Avere rispetto per se stessi vuole dire avere cura del proprio corpo e -a volte di conseguenza- della propria mente.

Non possiamo fare fare al nostro corpo tutto quello che la nostra testa bacata, e spesso disorientata e frustrata dalla innaturale vita urbana, vuole fargli fare: il nostro corpo ha il diritto di essere ascoltato, curato e rispettato.


postato da FatinaTedesca 14:07 | commenti (3)

Baibai Guazza!
Non mi sono mai piaciuti i macellai, e soprattutto quelli che abusano della professione dandosi alla politica! E' un qualcosa di indescrivibilmente (o indescribivilmente) nuovo il trovarsi in una città con un sindaco che avrei votato, perchè abito a Bologna da quando fu eletto il sindaco uscente e, quando abitavo vicino a Piazza Malpighi, mi svegliavo ascoltando la rassegna stampa di Radio Città del Capo che annunciava, leggendo il Carlino, una bella ripulita della città e, puntualmente, quando uscivo di casa vedevo i furgoncini dei vigili con a bordo i pastori tedeschi e sempre più spesso vedevo circolare polizia, pur vedendo, contemporaneamente, lo stesso degrado. Contro il "degrado" infatti agivano le forze dell'ordine e si preoccupavano di "spostare" i barboni, così brutti da vedere, quasi non fossero esseri umani, ma una forma degradata di arredo urbano, mentre la giunta tagliava contemporaneamente le gambe a chi si dava da fare per considerarli come esseri umani o per aiutare altre persone in difficoltà. Odio le persone che non tengono in considerazione la cultura e l'ambiente e pensano che una città abbia bisogno solo di soldi e per questo sono contenta di avere cambiato sindaco.
Ennesima cosa positiva del fine settimana che mi ha portato sulle rive di un grande lago, sulle cime vicine ad esso e, veloce e spinta dal vento, sulle sue acque. Sono una pazza scatenata e ormai macino chilometri in bicicletta non curandomi della fatica mia e degli altri. C'è stata un po' di crisi quando Gulliver ha scoperto che il percorso in discesa che gli proponevo con tanto entusiasmo era di 50 chilometri, seppure 35 in discesa e 15 in piano!, e io, nel mio stato di esaltazione, non capivo perchè e lo volevo buttare giù dalla funivia, ma poi tutto è andato bene e ci siamo divertiti. Quest'estate mi aspetta una settimana in barca a vela. Spero di non strippare in un ambiente così angusto e a contatto con 2 persone che, seppure mi piacciano, conosco poco: penso che mi dovrò sfogare con la scrittura, oltre che con forsennate nuotate per rimanere un po' da sola, ma ne vale la pena. Anche se lui è una pizza e io una pazza (parole sue testuali!) tutto sembra andare a gonfie vele. La mia vita e la sua vita e la nostra vita. Il prossimo fine settimana partirò in bici da sola.

postato da FatinaTedesca 08:52 | commenti (1)

venerdì, giugno 11, 2004

Oggi assimilo un concetto e visito il blog, assimilo un altro concetto e visito il blog... Si direbbe che assimili un concetto ogni mezz'ora! Oggi si parlava di centrali turbogas in mensa e ho scoperto con sollievo che stavo per andare a lavorare con/per una specie di mafioso nel campo della consulenza ambientale, ma ho rifiutato, quando mi ero appena laureata. Ho avuto abbastanza fortuna. Almeno andrò a vendere pentole con la coscienza pulita. Le mie coinquiline si rivalutano e si svalutano periodicamente e continuamente, in modo oscillatorio, passando per accettabili massimi, ma attraversando minimi che raschiano i fondali oceanici. L'ospite di ieri ha portato una sparso la sua bontà per tutta la casa e la mia coinquilina stamattina era contenta di averlo conosciuto, sorrideva, come se avesse visto passare un angelo.

postato da FatinaTedesca 13:07 | commenti

Dovevo capire che era una brava persona; effettivamente uno che, per principio, non strombazza con il clacson per la strada anche se c'è un ciclista in mezzo alla strada, non può essere una cattiva persona!

postato da FatinaTedesca 10:24 | commenti (1)

Meglio essere l'ultima dei primi che la prima degli ultimi. E fu così che mi iscrissi al corso di nuoto nella categoria "nuoto sportivo". Sono tutti ragazzi e c'è un'atmosfera di cameratismo che mi piace. Certo che però per stare loro dietro faccio veramente fatica e tuttavia mi faccio doppiare abbastanza di frequente, lasciando loro il passaggio libero per non essere di troppo... Poi esco dall'acqua veramente realizzata, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e sento il mio corpo veramente mio in tutte le sue parti anche periferiche e dimenticate. Poi vado a fare la doccia e, visto che non conosco nessuno, mi metto a guardare tutte quelle che mi stanno intorno e mi diverto a scrutare i corpi seminudi, a vedere le diverse forme delle donne che mi stanno intorno. Non sono di quelle donne che quando vedono una donna più bella dicono che è stupida. No. Io la guardo e mi piace guardarla nell'armonia dei suoi tratti e delle sue forme, come se vedessi un bell'animale elegante, che so, un puma, un pavone, un serpente. Poi viene yoga e quando esco è già buio e io mi sento bene come se avessi dormito delle ore. Ieri c'era un meraviglioso vento caldo e cenare sulla terrazza con vista sui tetti della città con una persona speciale è stato rilassante e divertente. La caratteristica più interessante di una persona è la sua BONTA'. La bontà non è una cosa banale, per essere buoni bisogna essere infinitamente saggi. Le persone si conoscono nei modi più strani e nascono così anche le sinergie più forti, ma voi avete mai conosciuto qualcuno attaccando sulla porta di casa sua un biglietto con su scritto "ciò che, è, è ciò che non è, è possibile?"

postato da FatinaTedesca 08:48 | commenti (2)

giovedì, giugno 10, 2004

Se non arriva Scandella non comincia l'estate! E visto che ora Scandellara ha aperto e che, oltre tutto, ho comprato oggi il biglietto aereo più costoso della mia vita di povera studentessa, mi accendo in modalità estiva, con tanto di lieve abbronzatura (ma lieve), sandali con la zeppa di sughero ecc... Sono lontani i tempi in cui usavo gli anfibi d'estate, ma il colore predominante rimane comunque sempre quello, anche se il mio look ora è molto più personale e non fa riferimento a nessuna etichetta di sorta. E' bello il mondo visto da una bici in corsa, a differenza di quando si va in motorino si riescono a guardare le persone, i cartelli pubblicitari, le vetrine, i palazzi, a notare piccole cose che fanno a volte anche sorridere. Non c'è posto per tutto questo quando si va in auto o in motorino; la fatica non conta, conta di più questo aspetto. Dalla mia prospettiva di ciclista guardo i manifesti elettorali e, di fretta, noto un politico in mutande (!?!?), un altro che fa la foto con un bambino come fanno gli zingari per impietosire i passanti (!?!?!?!), altri simbolicamente imbavagliati con aria da rimbambiti (mah), un altro che sorride con un faccione mortadelloso ed alcuni odiosi dove ci sono slogan assurdi... Quando si va in bici a Scandellara dal centro si deve attraversare mezza città, si vedono tante cose, tante persone, si pedala tanto e ci si accalda sentendo il tepore dell'asfalto, ma si sente anche che si sta spostando dell'aria (a Bologna non c'è mai vento!). Di solito percorro via Massarenti, giro a sinistra, attraverso i binari e, in vista del cartello "via Scandellara" giro a destra. Imboccata quella strada vengo assalita da un'aria umida e fredda che odora di campagna; è sempre buia via Scandellara e non ci sono palazzi alti, ma casette con giardino. Poi si entra nel cancello della villa (o dal parcheggio del Pianeta) e si prosegue per una stradina buia sorvegliata da mastodontici, ma rassicuranti (e alcuni affascinanti!) ragazzoni neri dalla faccia buona, ma dalle fattezze che intimidirebbero leggermente, se si dovesse fare loro una qualche rimostranza. Quando arrivo là, si diffonde in me un sentimento di pace e serenità. E' sempre stato così, sin dalla prima volta, quando ci trascinai le mie provincialissime amiche che restarono sdegnate e mi fecero scappare via da quel posto che così mi aveva affascinato per la sua sgangherata, ma gioiosa e serena atmosfera. Per me era il lontano scintillio della libertà e di quello che sentivo che Bologna, così grande e multiforme, poteva offrirmi. Ieri sera ero in compagnia di persone che hanno contribuito ad aumentare il mio senso di piacevole ed abbandonata rilassatezza. C'era la mia nuova amica Flà con dei suoi amici. Finalmente era senza occhiali, mostrava il suo bel viso ed era bello vederla così graziosa, vestita come una bambolina, con quegli occhioni grandi e dolci. Tante chiacchiere, molte risate, la sensazione della placida (l'aggettivo, che dire..., mi piace molto in questi giorni!) calma che mi infondono le persone positive, una lunga pedalata al ritorno, nella notte, quando faceva un po' più fresco e le forze mi stavano per abbandonare. Al ritorno 5 piani di scale, apro la porta e un biglietto delle mie coinquiline suona come una tromba da stadio nel bel mezzo di un concerto classico: "ricordarti di chiudere SEMPRE la porta". Secondo biglietto -ma di argomento diverso-. Quelle due diventeranno delle ottime maestrine. Il mio mondo è una bolla che ospita persone diverse da loro, così leggere e positive. Insieme alla mia gente, volo incurante sopra le loro teste, nella nostra bolla, mentre loro stanno per terra a guardare annoiate "Un posto al sole".

PS: Da quello che mi sembra di avere capito è la telenovela più triste e triturapalle della storia: ci sono soprattutto tremende sofferenze, pianti e tribolamenti vari, invece dei soliti scambi di coppia o accoppiamenti multipli. Molto meglio Beautiful, pur nel suo squallore: almeno lì si tromba! :)

postato da FatinaTedesca 10:20 | commenti (1)

mercoledì, giugno 09, 2004

Nella vita delle persone a cui tengo sono una figura decisamente evanescente e solo le persone attente ai particolari capiscono che tengo tantissimo a loro, anche se sono presa da mille stimoli, mille progetti, un lavoro-studio, un grande amore e un po' di amici veri. Finchè tutti -famiglia compresa- mi sopporteranno nonostante riescano ad avere la mia attenzione una volta ogni una-due-tre settimane sarò una persona felice perchè riuscirò a fare quello che voglio e ad avere contemporaneamente loro vicino, anche se a distanza.

Chi ha orecchie per intendere, intenda!

Uffa, oggi non mi sto divertendo per nulla, mi si fonde il cervello! Il cd non vuole entrare nella testa. Proverò a masticare meglio.

postato da FatinaTedesca 13:37 | commenti

Esiste una antica strada che collega Modena a Massa!!!!!!!!!!!!!!!
E' fatta. Si parte.
Oggi devo trasferire l'intero contenuto di un cd nella mia testa, dopo di che sarò superinformata sui modelli concettuali in meteorologia. Servirà quando dovrò andare a vendere le pentole e vedrò avvicinarsi un fronte apportatore di maltempo.

postato da FatinaTedesca 09:03 | commenti (3)

martedì, giugno 08, 2004

Oggi mi sento vestita come una donna di altri tempi, con una gonna d'altri tempi e sandali d'altri tempi. Vestita così sono stata a lezione; non male la lezione, peccato che, per come stanno le cose, ho perso le speranze di rimanere nell'ambito in cui sto lavorando e quindi probabilmente sarò una persona esperta in meteorologia e quant'altro, ma andrò a fare la rappresentante di pentole a domicilio. E vabbeh. Una rappresentante ben qualificata è sempre apprezzabile, non sarà poi una tragedia! Mentre sgambettavo verso il lavoro con una bici d'altri tempi pensavo che molti cominciano già a neanche 30 anni a lamentarsi del tempo che passa ecc. e io non sono ancora nemmeno lontanamente stanca di vivere, nemmeno quando dormo 3 ore ed arrivo al massimo del pessimismo, che però si annulla con 13 ore di sonno. Penso che con tutti i programmi che ho in mente non mi basteranno i prossimi 50 anni - se li avrò -. Quando cominceranno a scarseggiare i programmi e mi ridurrò come alcune persone che mi circondano (non indico nessuno, ma chi legge i miei post immagina di chi parlo!) mi vestirò come oggi, con i capelli legati come una donna d'altri tempi, prenderò la bici, la caricherò sul traghetto per la Corsica, poi una volta arrivata mi metterò la divisa da mountainbiker, scenderò dal traghetto, mi farò un po' di km in bici in mezzo alla natura e andrò a pensare di fronte alla rupe di Bonifacio se non sia il caso di spiccare il volo.

----

Mia mamma è diventata una lettrice del blog e sono contenta! E' giusto che si renda conto che la situazione le è sfuggita di mano creando un piccolo mostro! Penso che se ne sia già resa conto da un pezzo e sia rassegnata. Un tempo quando le proclamavo i miei progetti (tipo quando le ho detto che volevo andare in Germania) diceva "Vediamo!", ora invece, con sparate del calibro di "Vado a fare uno stage alla NASA", o "vado abitare un anno in Australia", "vado in bici a Firenze" ha risposto quasi con indifferenza "Ah, quando parti?".



postato da FatinaTedesca 12:00 | commenti (6)

lunedì, giugno 07, 2004

Sono stata in luoghi dove trovano posto solo borghetti antichi e resti di ciò che erano agglomerati di case di contadini, una chiesa, due cimiteri, tutti che ancora urlano delle grida dei bambini, delle donne e dei vecchi uccisi a sangue freddo dai tedeschi. Della bellezza di Monte Sole ne avevo sentito parlare, ma non mi aspettavo qualcosa del genere. Dolci salite e discese attraversano luoghi pieni di storia ed ora preziosi perchè isolati e lontani dalle macchine e dalla città, un qualcosa di magico ed unico. La loro poesia mi resterà sempre nel cuore come una statica calma che riaffiorerà in me al pensiero della loro immagine. Ma finchè non ci andrete non capirete. Anche io non capivo ed ascoltavo parole estasiate, ero rapita ascoltando e leggendo racconti di quei giorni del settembre e ottobre 1944, della lotta per la libertà finita in una carneficina e nel rogo di ogni forma di vita e di costruzione e curiosa per la natura che mi veniva descritta. (Anche questo fascino è radicato nella mia ricerca dell'autenticità, della vita in nome di valori veri, come la libertà.) Penso che ritornerò presto in quei luoghi, anche perchè ora abbiamo un amico laggiù! E' una persona molto gentile che si è offerta di darci un tetto quando ha cominciato a piovere e, raccontando raccontando, ci ha svelato di essere stato un ciclista professionista, che ho scoperto, poi, avere vinto addirittura l'argento alle olimpiadi di città del Messico, nel 1968, e chissà quante altre coppe, che di sicuro internet non può ricordare! Una persona affabile e socievole. Stando là a conversare con lui, la sua famiglia e qualche abitante di Ca Benassi mi rendo conto che i rapporti umani divengono nevrotici e alienanti solo nelle città, dove gli esseri umani sono costretti a stare troppo stretti, ma dove le case sono isolate la vista di un uomo diviene una festa e si accoglie chiunque con allegria ed una placida benevolenza.

postato da FatinaTedesca 08:37 | commenti (2)