Ciò che è è, ciò che non è è possibile

giovedì, luglio 29, 2004

In un ufficio di una compagnia di telefonia scrive il suo nome su un modulo per il pagamento: e’ la sua scrittura! E’ la scrittura di colei che mi scriveva da oltre oceano, in tempi in cui l’ambiente bassopadano mi stava uccidendo e non sapevo, anche se lo potevo indovinare, lettera dopo lettera, tutte le volte che il postino mi portava qualche cosa, che al mondo c’erano persone diverse, con le quali mi sarei potuta sentire bene, meno diversa, meno isolata, piu’ a mio agio e piu’ apprezzata. Era lei e io, seguendo come sempre I miei desideri piu’ strampalati, ora sono venuta a trovarla, dopo dieci anni da quelle prime lettere che, poi, leggendole l’altra mattina alle sei, svegliata dalla musica a tutto volume dei suoi, non erano proprio niente di che, non erano che la promessa di una migliore intesa, che in effetti si e’ verificata. Penso di essere una delle poche persone al mondo che quando dice a qualcuno che lo andra’ a trovare, poi ci va davvero. Io attendo che le cose si sistemano e poi parto! E fu cosi’ che mi svegliai il 23 luglio mattina e mi trovavo sopra le Alpi, in volo. Poi mi svegliai di nuovo e sotto di me c’erano le possenti nuvole sopra l’oceano, poi mi svegliai definitivamente e la mia vicina mi chiese preoccupata –e un po’ schifata!- se ero ammalata, visto che non mi aveva visto con gli occhi aperti per piu’ di mezz’ora su un totale di dieci ore di volo! Beh devo dire che la partenza mi aveva abbastanza provata e penso che sia naturale, visto che non sono andata a letto la sera prima di partire. Perfettamente nel mio stile! Finalmente sono riuscita a fare una festa sul mio bellissimo terrazzo, finalmente sono riuscita a riunire le persone a cui voglio bene e finalmente quelle due sardine inscatolate se ne sono andate un pochino e mi hanno lasciato respirare; vivere senza festicciole in casa e’ come non respirare per me! Quando i miei amici entrano uno ad uno nella mia casa e poi riesco a riunirli, a nutrirli –questa volta non ho cucinato, ma il ristorante africano ha fatto il suo dovere!- e a vederli divertirsi e scolarsi fiumi di birra mi sento proprio realizzata! Questa volta addirittura avevamo la spina e una scorta di 30 litri che non sono arrivati alla fine della serata! Io non ho bevuto tanto, ma tutte le volte che bevevo, in compenso, mi andava di traverso perche’ il Follettobuono mi guardava con sguardo misto di compassione e rimprovero e mi chiedeva quanti ne avevo bevuti! C’erano anche mia mamma, mia sorella, Gulliver e I suoi amici, Altromail, un ospite straniero (era bello vedere come si prodigavano tutti a parlare inglese!), i soliti due sconosciuti che capitano in ogni festa che si rispetti, ma che si sono rivelati simpatici, il Geco, Nicola, Davide, amici di Davide, il mio cosiddetto Fratello e I suoi amici, il Cavallo Goloso, gli amici del Cavallo Goloso… tante persone che per me vogliono dire molto. Beh si’ c’erano lillipuziani presenti, ma ormai sono vecchie storie! La serata e’ terminata con una violenta faida omicida che ha consumato tutto il ghiaccio che era a disposizione, che era veramente tanto!!! Piano piano, poi, se ne sono andati tutti via ed e’ rimasto il mio caro amico Follettolavapiatti, nonche’ l’uomo piu’ lisssio e dolce del mondo, una persona davvero adorabile! (E finalmente qualcuno che non ha secondi fini!) E altrettanto adorabilmente mi ha tenuto compagnia mentre preparavo la valigia (andate a vedere il suo blog! Altromail.splinder.it, al giorno 23 luglio…) e, prima di andare in aeroporto, mi ha scortato fino al mio luogo di lavoro alle 4 di mattina perche’, sissignore!, avevo dimenticato il passaporto nella fotocopiatrice! Machetestadicazzo era diventato ormai il mio mantra, come dice lui, ma poi alle quattro e mezza ci siamo avviati felici e sollevati, verso l’aeroporto. Ricordero’ sempre quella notte come una delle piu’ magiche della mia vita e la ricordo soprattutto ora, che sono in Giamaica, lontano da tutto e da tutti e immersa in un ambiente in cui sono, guardacaso, una mosca bianca. A dire il vero non sono proprio ‘white’ ma alcuni mi chiamano gia’ ‘browning’ (gerundio? Non capisco perche’ ma e’ cosi’) e mi sono fatta fare delle belle treccine… Se me lo avessero predetto dieci anni fa non ci avrei mai creduto! Oggi sono stata a Helshire beach e ho parlato ai pesci, sono stata finalmente da sola, da sola con i pesci, con esseri silenziosi, puri e innocenti. Ai pesci ho parlato di Gulliver e, mentre li guardavo, loro mi riguardavano con la loro faccia stupidotta e si chiedevano che cosa ci facessi io li’ dentro la loro casa, ma stavano li’ vicino, a un metro di distanza, senza scappare…  Ce n’erano di tutti i tipi e le forme e mi guardavano tutti con il loro sguardo puro. A loro soli ho potuto raccontare che mi sarebbe piaciuto essere li’ con lui a guardarli. (continua…)

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domenica, luglio 25, 2004

Ciao a tutti. Avrei tante cose da scrivere e il blog mi manca un sacco!!!! Kingston mi piace, per quello che ho visto sino ad ora ed ho gia' baciato un vero giamaicano, ieri e oggi! Ha 4 anni e si chiama Murrek! Statemi bene tutti quanti!!

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martedì, luglio 20, 2004

Eh sì. Sono terribilmente prevedibile. Avrei forse potuto restare lontano dalla mia creatura a lungo? Solo chi non mi conosce potrebbe crederci! I miei piedini fatati indossano ora tedeschi Birkenstock e direi che è nato un amore. Potevo forse indossare altre calzature? Anche Gulliver li ha comprati e quando ho visto i suoi piedi nudi dentro ai sandali volevo mettermi in ginocchio nel negozio e cominciare a leccare un ditino alla volta, tanto erano belli i suoi piedi. I miei piedi, no, non sono proprio graziosi, nemmeno con lo smalto sopra, anzi direi che ho peggiorato la situazione esaltandone le deformità! In questi giorni sono lontano dal pc anche se lavoro e non mi fa di certo male, infatti stanotte sono riuscita a dormire bene, finalmente. Forse mi dovrei dare all'agricoltura? Lo penso sempre, sul serio. Chi è nato a contatto con la terra capisce cose che gli altri non sanno, se è abbastanza intelligente da imparare da essa. Quando ero piccola mi hanno insegnato l'amore per la terra, per le piante, la soddisfazione che segue la fatica, mi hanno insegnato a non lamentarmi, ma a gioire delle fatiche ben spese e fu così che diventai una ruvida e schietta cittadina. E così di mattina, invece di sentire cinguettare i passeri scatenati dalla luce (d'estate urlano!) sento gli autobus ed i motorini, ma io la campagna, la pace, lo sguardo fedele del mio cane Pako ora morto, lo sguardo di mia nonna felice di raccogliere i fagiolini sotto il sole, la grinta e l'energia di mia madre, la faccia birbante di mia sorella con i codini ed i piedi sporchi per avere corso scalza, ce li ho dentro, si vedono se si guarda in profondità nei miei occhi, si sentono quando mi si stringe forte, anche se non si riescono forse a distinguere, immersi in altre mille sensazioni e sentimenti.

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venerdì, luglio 16, 2004





Questo è forse l'ultimo o uno degli ultimi post prima delle vacanze. Di sicuro questo è l'ultimo giorno che mi vedrà incollata al pc per 9-10 ore, almeno fino a fine agosto o fino a settembre! Il 23 agosto comincia una scuola estiva sul cucuzzolo di una montagna e penso che, dopo tutto il giorno a lezione, alle cinque e mezza partirò in sella alla mia bici -eh sì, ci vado in bici!!!- e me ne sbatterò della civilizzazione. Si ricomincia a settembre, quindi. Mi raccomando: statemi bene e se vi va lasciatemi qualche commento, scrivetemi email a fatinatedesca@inwind.it (quelle le leggo!), postate su incucina.splinder.it, ma soprattutto

divertitevi, rilassatevi e siate felici e positivi!!!

S.

postato da FatinaTedesca 17:03 | commenti (3)

La positività non deve essere un dispendio di energie, deve diventare un progetto, un calmo incanalarsi nella strada che ci rende felici. Disciplina e ragionevolezza. Per essere padroni di se stessi occorre essere attenti. Ragazzi/e, è in arrivo la bibbia illustrata della felicità, presto in tutte le librerie! Stamattina un gatto in amore faceva GNAAAAUUUU GNAAAAAUUUU, ci sono anche i gatti dove abito perchè c'è un grandissimo cortile interno dove possono vagare senza essere schiacciati dalle macchine.

Ieri sera guardavo le stelle oltre i miei piedi ed era bellissimo. Ieri sera lunga telefonata con un gatto strabico. Ieri sera, dopo un casqué troppo ardito, sono finita per terra in mezzo a via dei Coltelli insieme al Cavallo Goloso -vestito per l'occasione con maglia a fiori e pantaloni a quadretti- e poi, per punirlo lo ho calpestato, davanti agli occhi degli avventori di un lurido bar teatro di uno scalcagnato buffet di laurea.

Sempre ieri sera mi sono resa conto che Perpetuum Mobile è il cd più bello che io abbia mai comprato. Gruendstueck mi ipnotizza:



Was ich in deinen Träumen suche?

Ich suche nichts.

Ich räume auf.



Was du dereinst liegen liessest...

Ich staple es auf, es wird noch verwendet.

Ich räum' es nur weg.



Die ganzen vergebenen Möglichkeiten --

es lässt sich nichts mehr mit ihnen anfangen.

Auch sie räum' ich weg.



Was ich in deinen Täumen suche?

Ich suche nichts.

Ich räume nur auf.



Es kommen zum Vorschein die Ungetüme

lange verborgen doch noch vorhanden.

Unter den Schichten

Geschichten

Geschichte

Auch sie sind nicht weg



Was ich in deinen Träumen suche?

Ich suche nichts...



Bis ich deine Träume im Dunklen leuchten seh'...



postato da FatinaTedesca 10:20 | commenti (1)

giovedì, luglio 15, 2004

Ho un nuovo amichetto -mi piace questa parola, anche se dovrei dire "amico"-, ha 37 anni e fa il chirurgo. Mi sembra strano perchè per me i dottori sono per definizione persone che hanno l'età circa di mia madre e sembrano anche più vecchi e piuttosto saggi! La giornata di ieri è cominciata addirittura andando a correre, abitudine che vorrei prendere, dopo averne dette due alla "giandona" che non fa altro che scrivere bigliettini da zitella ingastrita e rovinare il mio meraviglioso umore verso casa, al ritorno da qualche attività esterna che sempre mi fa tornare a casa rilassata e con il sorriso. La giornata è proseguita trovando, in modo sereno, più interesse del solito in quello che faccio e vedendo all'orizzonte qualche speranza di sopravvivenza dal punto di vista lavorativo. Una giornata normale, terminata con una normale cena serena tra amici -di Gulliver-, molto divertente e rilassante. Quando si vivono giornate così non ci sono tante cose da scrivere. E' bella la gioia violenta delle sorprese, ma non si può vivere sempre ai cento all'ora, ci si deve anche godere qualche lenta gita in barca... La vicinanza di Gulliver mi dà calore e sto davvero bene, anche senza sentire quotidianamente lo stordimento e l'emergenza di violente passioni, senza le liti ed i problemi, senza le discussioni. In questo stato riesco a percepire le sfumature delle sue carezze, il differente peso delle sue diverse parole; lo guardo e lo vedo sempre più bello.

Non c'entra nulla, ma Flaubert diceva:

"Siate ordinati e meticolosi nella vostra vita borghese, così da essere violenti e originali nella vostra arte."

L'ordine è una cosa che mi manca proprio . Il proposito per il nuovo inizio dopo le vacanze è quello di trovare più concentrazione e più ordine nella mia vita.

postato da FatinaTedesca 13:19 | commenti (4)

mercoledì, luglio 14, 2004

Ragazzi miei, è passata già la metà di questo bellissimo nuovo anno. Mi ritrovo con tante cose in più e solo un po' di energie e tempo in meno. Leggete "L'arte di amare" di Fromm, è un bel libro e, anche se è pesantuccio vi fa capire alcune cose importanti che in me sono germogliate molto dopo averlo letto, ma che è stata la prima cosa a farmi venire dei dubbi. Nessuno ti aiuta ad avere dubbi, nessuno ti dice la verità quando la verità, ahi ahi, fa male. Dire alle persone le cose che non si vorrebbero sentire dire è una cosa da duri, concedere agli altri questo tempo prezioso per pensare alla loro situazione, farvi venire una piccola idea anche non brillantissima su come indirizzarli, al posto della solita pacca sulla spalla, o criticarli costruttivamente o far loro venire delle idee, non è da tutti. Quando incontri delle persone che hanno il coraggio di dirti che ti stai comportanto da perfetto idiota e ti fanno una sana ramanzina non mandarli subito affanculo, perchè serve sempre qualcuno che ci rimetta in carreggiata, qualcuno che ci tolga l'arroganza che poi ci fa sempre proseguire lungo la stessa e medesima strada, sempre troppo banalmente diritta. Io qualcuno che mi rimetta in carreggiata non ce l'ho, è anche per questo che le parole del Dada, che ricordo ancora con affetto, mi hanno fatto così bene: perchè quando abiti da tanto tempo da sola non c'è più nessuno che ti dica quello che devi fare e, a volte, ci si perde. A volte si dimentica cosa sia la disciplina, cosa sia il vivere rettamente e cosa sia meglio; può capitare, perchè si vive spinti da passioni, dispiaceri, preoccupazioni ecc., come manichini impazziti, come palline in un flipper. Ci vuole disciplina, ci vuole calma e disciplina, ci vogliono abitudini e obiettivi, ci vogliono sani recinti dove fare pascolare liberamente la nostra vita quotidiana. La nostra mente no, quella può andare dove vuole, grazie a dio, ma bisogna avere delle sane abitudini. Le abitudini sono una bella cosa della vita perchè senza di esse si è persi, è difficile poi orientarsi e rendere il cammino da un punto all'altro abbastanza rettilineo da non farci perdere il filo.
I recinti della nostra vita, poi, si possono allargare a piacere, ma con la dovuta disciplina, con la dovuta calma e freddezza nel ragionamento. Quale è il filo di tutto questo che ho scritto non lo so, ma lo volevo scrivere da tempo.



postato da FatinaTedesca 18:16 | commenti

Stavo pensando a certe cose in questi giorni ed ho trovato questo molto molto interessante



postato da FatinaTedesca 12:55 | commenti (1)

Io parlo e tu mi guardi con quegli occhi leggermente strabici, mi ascolti attentamente e io ti guardo, mi piaci e la tua faccia da uomo, la tua barba, il tuo volto così giovane mi attraggono. Poi finisco la frase e tu, con lo stesso sguardo strabico e sensuale, con le tue parole calme non fai che stravolgere quello che ho detto, che ripeterlo diverso, non come l'ho detto io, non fai che interpretare quello che io non ho detto, che reinventare me stessa senza che io te lo chieda e allora la dolcezza che provavo guardandoti scompare e ti vorrei uccidere, vorrei bruciarti, vorrei farti scomparire dalla faccia della terra. Ieri sera quando, appoggiando la mano sulla schiena del piccolo Charlie Brown, ho sentito gli stessi muscoli, la spina dorsale uguale alla tua, la stessa schiena muscolosa e magra che mi piaceva esplorare, mi è venuto da sorridere e mi ha pervasa una strana dolcezza.



Penso che un giorno dovrò comunque ucciderti.



postato da FatinaTedesca 11:58 | commenti

martedì, luglio 13, 2004

Ieri sera quelle due mi hanno fatto tenerezza. Erano là in casa, al mio ritorno, come sempre, con le loro facce spente e un po' stanche, sempre a lamentarsi di qualcosa, ma invece di disgustarmi ho avuto Mitleid. Oggi è un po' freddino. Oggi fa caldo. Domani ho un esame. Mi è venuta la diarrea... (:'( Aiuto!)
Ieri sera al mio ritorno mi hanno raccontato di avere sentito rumori strani in camera mia mentre io non c'ero (la sera non ci sono mai!). Si sono avvicinate alla porta e la hanno aperta lentamente; vedendo la finestra aperta hanno pensato che fosse entrato qualcosa o qualcuno e continuavano a sentire questo strano rumore, come un rumore di trapano, una vibrazione molto forte, che faceva tremare il legno del mio comò azzurro. Erano una dietro l'altra. La più grande è anche la più coraggiosa e va in avanscoperta, l'altra, più piccola ma gigantesca, dietro, impaurita e sconvolta. Riescono ad avere il coraggio di arrivare fino infondo alla camera, superando i brividi di paura che le atterrivano, fino a rendersi conto che i l rumore era stato causato dal silképil che si era acceso da solo (!!?!).

I miei oggetti fanno anche più del loro dovere!

Mi devo comprare un portatile, così avrò tempo di cazzeggiare di notte, nelle notti d'inverno, in cui non avrò il coraggio di stare in salotto a guardare i programmi scelti dal fantasmagorico duo.

Follettobuono è felice e io mi sento come una mamma orgogliosa :). Ha successo come massaggiatore, e come potrebbe essere altrimenti? Al primo impatto scioglie le persone con un sorriso, con l'azzurro dei suoi occhi, poi le irraggia con la sua energia positiva e con la piacevolezza del suo aspetto, per finire appoggia le sue mani su di loro e queste credono di essere in paradiso! Questa è pubblicità non tanto occulta... Evviva il Follettobuono!!!

Evviva anche Altromail, che non vi ho descritto l'altro giorno, ma che mi ha stupito e piacevolmente rilassato con la sua timida, ma energica presenza, con la sua liscezza che si diffonde nell'aria senza che nemmeno sia evocata dal tatto, con la sua voglia di fare e di creare nuove cose con la propria testa, senza mai spostarsi da Imola, osservando lentamente ciò che lo circonda. L'unico uomo, l'unico essere vivente che ha lavato le tazzine dopo avere preso una tisana a casa mia!!! Un mito insomma. Si prospettano belle serate insieme, si prospetta la creazione di una setta, di un circolo di adepti alla setta della positività, dell'ottimismo, di chi crede che tutto sia possibile.

Ieri sera sono stata nella prima periferia di Bologna, a cena su un terrazzo al quinto piano, a casa di un mio nuovo ma molto caro amico. La sua vicinanza mi accarezza e mi fa sentire bene, mi stuzzica e mi dà energia. Il ritorno verso il centro in motorino, nella notte freschina e con un po' di vento, è stato bellissimo. Sono felice che Gulliver non sia per niente geloso e che capisca che il mio volere bene agli esseri strani e belli è del tutto disinteressato e puro.

postato da FatinaTedesca 08:51 | commenti (3)

domenica, luglio 11, 2004

Lubie Polska, è una delle tre cose che mi ha insegnato a dire Bartek, bambino cicciotto con i capelli a spazzola, nipote della mia amica polacca."Bisogna sempre diffidare dei bambini con i capelli a spazzola, io ne sono convinto dalle elementari", dice il saggio Gulliver. Probabilmente per il padre vale questo discorso... :)



Festa folle, annaffiata di cane arrabbiato
,festa polacca, per la laurea della mia amica polacca.




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sabato, luglio 10, 2004

Eccoci qua. Oggi niente lavoro, era una giornata troppo importante. Il vento soffiava forte a Bologna: caldo e forte, come non soffia mai e le mie vele erano spiegate. Mi ritrovo nella mia vera casa ora, dove le cicale si sentono per davvero; scrivo delle mie giornate, in pace, senza la fretta di cominciare a lavorare, senza il rumore dei pc intorno, senza finestre gialle e mobili grigi.

Sono io, al cento per cento, e sono nella mia vera casa, che ho raggiunto oggi in sella alla mia cara bici da corsa acquistata da ormai sei mesi in una sera di pioggia. E' una signora bici, nel senso che ha il fascino di una anziana signora ancora in forma: ha una ventina d'anni, è una Colnago rossa con il manubrio giallo, una bici d'altri tempi per alcuni dettagli tecnici che vi risparmio, ma una bella bici.

Questi due giorni mi hanno sciolta e poi ricomposta, ora sono fatta di un altro materiale: è incredibile come la carica vitale scorra in me, come ogni cosa sia capace di entusiasmarmi e di darmi energia e calore, come ogni giorno sia bello e prezioso. Di preciso non so cosa ho cambiato in me dall'inizio del 2003, ma ora ogni giorno ha senso, ogni giorno è pieno ed appagante, ogni giorno è un giorno memorabile ed è anche per questo che scrivo un blog, perchè altrimenti un giorno lava via l'altro e poi quando incontri gli amici e ti chiedono cosa hai fatto in tutto questo tempo nemmeno sai dire loro come mai hai gli occhi che ti scintillano. Succede così, quando la positività si mette in moto è difficile frenarsi, perchè poi la infondi agli altri -non alle mie coinquiline, quelle sono donne di teflon- e loro te la fanno rimbalzare addosso, e il tutto è come un flusso di particelle in moto caotico che agitandosi si scambiano energia.

Ieri sera sono uscita dal lavoro presto perchè mi dovevo incontrare con Nicola e Davide e, indossata una gonnellina a pieghe molto bella ma stropicciata, come al mio solito, ho preso il motorino e mi sono diretta in zona Mazzini. Ero carica all'inverosimile, felice fino a scoppiare; il vento è per me sempre qualcosa di emozionante. Era tanto tempo che non uscivo di sera, che non bevevo, che non andavo ad un concerto, che non facevo tardi, che non li vedevo. E' tanto l'affetto che provo per loro e quando li vedo ricordo, in un flusso confuso, tutte le nostre feste, tutte le volte che abbiamo dormito insieme come bimbi dell'asilo, tutti i risvegli in coma dopo nottate a bere ed a ballare fino all'esaurimento delle energie, tutte le risate, i viaggi, le stupidaggini dette e fatte, le foto, le cene, le montagne... Ritrovandoli ho ripreso contatto con una parte di me blandita e sbiadita dallo sport e dallo yoga; ascoltando i Blonde Red Head in concerto a Sesto Fiorentino ho ritrovato le mattine d'inverno da sola, nella casa in via Nicolò Dall'Arca, nella vecchia, arzilla e chiassosa Bolognina, le sere ad ascoltare la radio, i ritorni a casa in bici di notte, l'inquietudine dell'essere da sola senza Gulliver, la confusione felice e sempre nuova dell'essere attorniata da tanti piccoli e grandi Lillipuziani. Mi hanno ipnotizzato, i Blonde Red Head, mi hanno fatto volare per poi ributtarmi a terra, pronta a spiccare di nuovo il volo. La birra era nelle vene e sul palato, il suo sapore e quello della loro musica lancinante e bellissima cullavano i miei sensi, i miei amici erano vicino a me ed era una sera d’estate bellissima. Mi è venuto in mente, chissà perché, il concerto che avevo visto a Monaco con Hans. Dopo un boccalone da un litro di birra ci siamo lanciati su una pista piccola piccola a pogare con una masnada di tedeschi impazziti, che lanciavano gambe e braccia per aria come dei manichini. La gioia ci pervase e ballammo, saltammo, pogammo, cantammo, con un sorrisone stampato in faccia, per lunghi istanti, fino a che non mi arrivò un pugno sotto l’occhio che mi convinse a tirarmi indietro ed a tornare da Elena, la mia piccola e grintosa amica spagnola, che, come una mamma, aveva tenuto la mia borsetta ed aveva atteso che la sua pupilla scalmanata si fosse sfogata. Mi viene in mente ora l’occhio nero che mi ha fatto il mio amico Maurino, alla mia festa di laurea, ma questa è una lunga storia…

Stanotte sono morta sul letto e stamattina mi sono svegliata tardi, ma in tempo per andare alla laurea della mia cara amica Ania, la mia amica polacca di cui sono così orgogliosa. Clima affettuoso e famigliare tipico delle lauree: tutti i parenti polacchi riuniti per l’occasione erano contenti dell’evento e di essere tutti insieme, chissà, anche di essere in Italia, di essere a Bologna, di vedere la loro piccola Ania così grande e laureata, elegantissima, curatissima, proprio bella. Ho fatto conoscenza con il suo nipotino di nove anni: dopo vari discorsi, scherzi, boccacce e una camminata mano nella mano ha conquistato il mio cuore e avrei voluto stringerlo forte forte, stropicciarlo facendogli tante coccole! E lo avrei anche fatto, quasi quasi, ma ero un po’ intimidita dallo sguardo complice ed orgoglioso del padre, che era così fiero che il suo figliolo avesse scelto come amichetta del cuore la più scosciata e pettoruta delle amiche di sua zia. “My son likes beautiful women and motorbikes, it’s my blood…” :D Mi piacciono i polacchi, mi piace la loro franchezza ed il loro modo ruvido e sincero di essere gentili. Oggi mi sono detta che vorrei imparare a parlare polacco; chissà, qualcosa imparerò. Dopo una laurea andata bene, un rinfresco italicamente alcolico e un caffè shakerato, mentre stavamo andando verso i nostri mezzi di locomozione, ho trascinato la mia amica, il nipotino ed i suoi futuri suoceri sulla cima della Torre degli Asinelli! 498 scalini, 10 cm di tacchi –io-, 100 metri su una bellissima città, tanto vento, e là, lontana, la pianura, dove ora mi trovo e dove le cicale continuano ad accompagnarmi.

Dopo tante emozioni non sono riuscita ad andare a studiare e così mi sono sdraiata sul letto, perdendo i sensi finchè non mi ha svegliato il campanello. Un ospite importante, venuto dall’America, ha toccato corde in me che lui solo sa toccare. Elettrizzati e quasi senza fiato ci siamo raccontati tante cose che abbiamo vissuto lontani, fino a che non è giunta l’ora di separarci, come sempre pronosticando nuovi programmi per le settimane a venire, prima che io me ne parta per le West Indies. Si prospetta una cena quando le due divertentissime coinquiline saranno ormai altrove. Mi vedo già pronta, sulla soglia della mia nuova casa ad accoglierli uno per uno, al loro arrivo. Verrà anche il mio caro amico Follettobuono, chissà.
E’ bello pedalare senza fatica, quando la strada ti porta a destinazione senza che te ne accorgi, è bella la pianura vestita d’estate, è bello incontrare in questo contesto questo essere speciale.

Questo post è lunghissimo, ma lunghissimi sono stati questi giorni. Vorrei parlare, prima o poi, del mio viaggio da Modena a Massa, ma non so se ne avrò il tempo, di sicuro non nello stesso post. Non so che effetto possa fare quello che scrivo, magari può essere noioso, magari uno si chiede eccheccazzoavràmai quella per essere sempre così su di giri. Boh? Provate anche voi a guardarvi intorno: ci sono tante cose belle da fare e da scoprire, tante persone bellissime che hanno voglia di volervi bene, nuovi orizzonti nel vostro futuro che aspettano di venire raggiunti. Come si fa a resistere a tutto ciò? Solo la morte può fermarmi. La morte mia o di qualcun altro, di qualche tessera di questo mosaico caotico e perfetto. Ci penso spesso, alla morte, mia e di chi mi sta più a cuore, alla morte del mio cane ormai morto da due anni, alla mia morte, che potrebbe avvenire in un qualsiasi momento, anche andandola a cercare in montagna. Se dovesse succedere, o quando succederà, mi dispiacerà più per gli altri che per me: vivo la calma serenità di chi sa di avere fatto tutto ciò che è nelle sue possibilità e che si nutre quotidianamente, famelica ed appassionata, di ogni singola briciola di positività a disposizione, che costruisce progetti futuri prendendo come modello i propri sogni.


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giovedì, luglio 08, 2004

Continuo a nutrirmi di cose che mi fanno bene dallo sport, allo yoga, all'amore, all'amicizia mescolata con Pignoletto dei Colli.
Sono proprio felice!

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mercoledì, luglio 07, 2004

Mi rifugio in questo luogo sicuro, mentre la realtà mi offre solo formule pesanti da digerire, peggio della pasta ai peperoni che mi ha cucinato ieri sera Gulliver. E se aprissi un blog di cucina? Mi piacerebbe aprire un blog dove tutti gli autori raccontano cosa hanno mangiato... sarebbe forse un po' monotono. Facciamo una prova! No, non vi dico che cosa ho mangiato oggi altrimenti se siete gentili mi scambiate per una centrifuga, al peggio per qualche animale esotico che si ciba quasi esclusivamente di albicocche, meloni e ciliegie. Sono allucinata, devo smetterla di bere the freddo a litri. Stamattina mi sono svegliata respirando attraverso un pelo soffice, poi ho aperto piano piano gli occhi e ho anche sentito, sul naso, il naso freddo di Cagliostro, un gatto magico che vado a trovare ogni tanto. Poverino, si è avventurato in camera da letto in preda alla fame, anche se di solito non lo fa. Sa che la sua ospite occasionale non può resistere al suo fascino, a differenza del solito occupante dell'appartamento. E così, sedotta da cotanta bellezza rivestita di lungo pelo nero mi sono alzata e ho dato da mangiare a lui ed alla sua compagna Lana, la gatta strabica che sa camminare lungo i muri e che cerca, dal giorno della sua nascita, di scavare nel pavimento con la zampina.
Forse cercate una fine sensata di questo post, ma oggi non ve la posso dare! Mi rituffo nello studio. Mi piacerebbe fare un tuffo in una piscina di the freddo.

postato da FatinaTedesca 16:22 | commenti (9)

martedì, luglio 06, 2004

A chi è malato di ottimismo può bastare una nuotata per essere riportato sulla retta via, o, a volte, basta anche un piatto di lenticchie scotte. Oggi si studia serenamente perchè sono ritornata nella civiltà anche con la testa, anche se mi sono messa una gonna di lino senza stirarla. Evviva me.

postato da FatinaTedesca 09:10 | commenti (6)

lunedì, luglio 05, 2004

Forse è stato tutto un sogno, ma ho creduto davvero di scavalcare Appennini ed Apuane e di affacciarmi, a 1500 metri di quota sul Mar Tirreno, sulla mia bici. Sembra tutto svanito: la calma della montagna, la fatica e la soddisfazione della sera, il silenzio, i bei vecchietti incontrati per strada, la mia bici. Ora devo trovare la concentrazione necessaria per mettere entusiasmo anche per le cose da fare questa mattina -di tutt'altra natura!- perchè esperienze del genere devono servire a temprare il corpo e lo spirito, a dare energia positiva alla vita di tutti i giorni. Devono. Forse. Non saranno invece queste esperienze ad allontanarmi dal consorzio umano? Beh, di sicuro sono cose che cambiano le persone, e quindi cambieranno anche me. Sull'onda della passione spero di modificare in positivo la mia vita e le mie abitudini. Cacchio come mi sento noiosa oggi! Non è passato abbastanza tempo per parlarne con distacco. Quando sono tornata dalla cima del Gran Paradiso quest'inverno sono stata chiusa in casa per due giorni, sconvolta, rapita, disturbata dal contrasto tra le vette bianche, silenziose e deserte e la città sporca, rumorosa e piena di gente. Oggi mi sento incompresa.

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giovedì, luglio 01, 2004

La libertà è bella, ma bisogna sapersela gestire e a volte, per gestirla, serve una quantità di energia disumana. A volte si desidera la pressione di qualcuno, si desidera il fiato sul collo, si desiderano le catene pur di avere proiettato su di se l'interesse di un qualche cristiano. E' dura la vita, ragazzi miei! Si spera che, grazie alla mia forza di autoconvincimento -anche delle cose più assurde!- e alla mia energia positiva, piano piano, risalga la salita che mi porterà a concludere qualcosa di questo benedetto Dottorato. Nonostante, però, mi trascini ormai come uno zombie e non veda qualcuno che io possa considerare amico da un sacco di tempo non sto proprio male. Mi ha colpito il post odierno di Hans perchè anche io effettivamente ho la sensazione che il tempo mi sfugga, che sia troppo impegnata e spesso stanca, ma che poi non siano tante le cose che porto a compimento, o le attività che svolgo. I miei amici ormai hanno rinunciato a chiamarmi. Mia mamma è una forte sostenitrice dell'anemia come causa di tutti i mali fisici. Hans, forse dobbiamo farci un esame del sangue? O un esame dallo psicologo? Beh vediamo un po'. Domani intanto si parte per Massa e si pedala per il mio numero record di giorni e di km. Ieri Gulliver era proprio bello con il completo nuovo di lino. Ogni cella del mio corpo lo ama alla follia e quando ieri mi sono avvicinata a lui ho avuto la sensazione che i nostri corpi, entrando in contatto si sciogliessero fino a fondersi, in un mescolamento all'interfaccia. E tutto questo accadeva nel bel mezzo di via Indipendenza. Tutto girava, come sempre, tutto girava intorno e noi eravamo fermi e le nostre pance respiravano una contro l'altra, mentre tentavano di mescolarsi e di aggrapparsi una all'altra il più possibile, prima che il destino le separasse.

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