Ciò che è è, ciò che non è è possibile

lunedì, agosto 30, 2004

Una nuova, l'ultima, settimana qui a Be. Un misto di sensazioni mi destabilizzano oggi e vorrei abbracciare tutte le persone che amo in una volta! Tuttavia sono carica e lucida come non mai, pronta ad utilizzare tutte le mie energie ed anche di più per fare funzionare questa nuova giornata. Le persone magre sono belle da abbracciare, le persone liscie sono belle da guardare, le persone calme sono piacevoli da ascoltare. E c'è chi è tutto questo. In tutta la mia vita ho desiderato di abitare in ogni posto in cui mi sono fermata per più di due settimane, dappertutto tranne che in Giamaica, forse perchè vivevo a Kingston. Mi dite un modo per non farsi influenzare dalla negatività delle persone che ci circondano? Prima o poi diventerò impermeabile e sguscerò via come un'anguilla dalle manacce sudice della negatività che emanano le mie coinquiline. Ho già una sensazione di orrore mista a terrore per quando le inconterò. Ieri mentre correvo ho incontrato un cagnone bellissimo che mi ha leccato la faccia ed una cagna che si chiama, ahimè, come me che invece era una specie di topo a cui hanno messo dei bigodini di 5 cm di diametro, dappertutto tranne che nella testa. Un cane e di una casa in campagna per la signorina seduta al tavolo 8!

postato da FatinaTedesca 09:24 | commenti (5)

sabato, agosto 28, 2004

Che cosa credevate, cari miei, che la Fatina si fosse forse spenta? Quel genere di lamentosa apatia mi prende ogni volta che... insomma... ho sonno!! Purtroppo o per fortuna sono un animaletto molto semplice e la negatività, accompagnata ad ansia-di-vita, arriva, di solito, in corrispondenza di veglie forzate e di assunzione massiccia di caffè. Ma perchè poi bevo caffè? E' una sostanza totalmente deleteria, ma accende la mia mente, le dà quel fervore che da sola non avrebbe, il problema è che poi non riesco più a spegnerla!
Stasera come sempre mi sono trovata in mezzo ai rovi con la bici in spalla senza sapere da dove uscire, come sempre mi sono detta che non è stata una bella idea avventurarmi da sola in mezzo ai campi all'imbrunire, come sempre mi sono detta che sì, in futuro, lo prometto!, non lo farò più e sarò brava e giudiziosa, ma poi cosa succede? Trovo la strada, arrivo ad un fico e mi dimentico tutto mentre stacco dalla pianta fichi piccoli e gialli e ne mangio alcuni (sì, alcuni, perchè nel mio programma di rinnovamento personale è inclusa anche una dieta!), dopo averli osservati ed avere pensato a come sono contenta, come sono entusiasta, come sono stata brava, come sono in forma, come sono fortunata che ho proprio trovato i fichi sul mio cammino e li posso mangiare proprio dalla pianta, come piace a me, come ho sempre fatto e come non è di certo possibile in via Marconi a Bologna. Se avessi saputo che il laboratorio di informatica era aperto anche di notte sarei venuta a scrivere qualcosa, forse. Ma valeva la pena di vivere così questa settimana, di godere della compagnia dei miei "colleghi", di bere, di mangiare e di stancarsi di tutto quello che ho scritto sopra. Ieri, come una liberazione, il Folletto Buono è arrivato e mi ha benedetto, il mio caro Santone. Ancora una volta, oggi, mi sono stupita di come io riesca a dire tutto e il contrario di tutto, e mi piaccia ascoltare la mia voce. La mia strada futura è tutta lastricata di buoni progetti -non propositi- che mi porteranno dove voglio, sì, dove voglio. Palahniuk, facendo parlare Brandy Alexander, dice che bisogna fare quello che gli altri non si aspettano che tu faccia, che nemmeno tu ti aspetti di fare. Ah se Palahniuk leggesse il mio blog. Ah se esistesse un libro di Palahniuk così lungo da leggerlo per tutta la vita. Ah se solo la concentrazione, la convinzione e la determinazione si innestassero in me almeno la metà di quanto desidero; basta sospirare: lo faranno, tempo al tempo. Ora farò una comparsa nella stanza tv e saluterò cordialmente i miei compagni di studio. Poi a nanna, ci sono cose troppo importanti da pensare. Domani viene il FollettoLavapiatti e ho in serbo per lui una grande sorpresa fiabesca.

postato da FatinaTedesca 22:48 | commenti (2)

Entrare nel fiume senza bagnarsi, essere superiore, invincibile, incorruttibile, nobilitata da una vita nobile, spronata a trarre il meglio da quello che posso avere, insensibile alla negatività circostante. Così voglio diventare. Piano piano.
Tutto è dentro di me, non c'è bisogno di andarlo a cercare chissà dove.

postato da FatinaTedesca 16:35 | commenti (2)

Stamattina mi sono svegliata vestita nel letto. Il collo non era più indolenzito, avevo quella stanchezza che si prova quando qualcosa ti fa staccare la spina e ti accorgi tutt'a un tratto di essere stanco e di esserti trascurato. Serata magica, a guardare le luci delle città della pianura, seduti su pietre millenarie, perfettamente in equilibrio, a respirare l'aria della sera, illuminati dalla luna. Il tipo di affetto che provo per lui non è qualcosa di terreno perchè lui non lo è: è un angelo che ho soccorso quando aveva le ali ferite ed ora che è guarito mi svolazza intorno felice, mi protegge e cura il mio collo malato; è una presenza apparentemente terrena ma evidentemente di un altro pianeta. La prima sera dopo una settimana senza vino, senza rumore, senza maschere e paraventi, con il mio angelo custode. Stasera arriva Gulliver e sono emozionata.

postato da FatinaTedesca 09:57 | commenti (1)

venerdì, agosto 27, 2004

Le cronache di B non sarebbero poi così interessanti. E' un paese con più osterie che abitanti, se beve, se magna, se studia, se fa sport e domani si comincia pure a giocare a calcetto. Io sono l'unica giocatrice, ovviamente. Le persone con cui mi trovo meglio sono, ovviamente, uomini. Stasera, ovviamente, sono là che si fanno "una bomba" come dicono loro, e io, ovviamente, non fumo. Non so se sto bene o se sto male, so solo che questa meta-vita non può durare più di due settimane in un anno; una vita sempre a lezione, a mangiare e a dire stronzate o a stordirsi per fare passare il tempo. Riguardo all'ultima cosa preferisco di gran lunga guardare le persone in faccia e non isolarmi in una autosomministrazione di sostanze stordenti, perchè questo sembra, a volte. Tutti amici quando si è fatti, grasse risate (anche io mi diverto a volte), ma poi se ci si guardasse davvero negli occhi senza trucchetti ci si divertirebbe comunque? Le persone rimangono fuori da questi contatti, si ride e si scherza e nessuno sa nulla degli altri. Mi mancano i miei amici; almeno bere con un amico è diverso: è fare qualcosa di piacevole con qualcuno con cui ti vuoi rilassare, non diventa una scusa per caricarsi e stordirsi. Bacchettona io? Macchè! Bevo come una spugna, talvolta, ma qui mi sembra quasi inutile; intanto comunque si beve sempre un po' perchè si assaggia almeno il vino del ristorante ogni sera diverso e domani i prof ci hanno invitato a bere ben cinque bottiglie di vino offerte da loro. Ovviamente si aspettano che facciamo altrettanto anche noi e così saremo quindici persone con quindici bottiglie, chissà. Il clima comunque non è dei peggiori, come vedete. Mi sembra un post un po' spento, ma qui sono senza le cose e le persone che danno energia alla mia vita ed ai miei scritti; non mi posso fidare di nessuno, non parlo con nessuno, non guardo nessuno negli occhi e vedo sincerità. E soprattutto quando negli occhi della persona più rumorosa ed al centro dell'attenzione vedi gli occhi del tuo prof non c'è da stare molto tranquilli... Invisible monsters è bellissimo! E' una delle cose vere che mi accompagna in questi giorni. Ma perchè mi sento così disadattata? Mi piacerebbe essere più egocentrica e trovare in me tutte le energie che mi sono necessarie, ma non sono fatta così. Probabilmente chi si autosostiene in questo modo di energie ne ha meno, ma rischia meno di sgonfiarsi. E' tempo di tornare dai bombaioli e di restituire il pc portatile. Buona notte.

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giovedì, agosto 26, 2004

Musica sotto la luna. Lui che canta bello come non mai, felice come mai lo avevo visto, con una voce suadente ed elegante. Lui che è stato il mio piccolo protetto fino a quando non è uscito dal tunnel di ingegneria ed ora è con me nello stesso corso. In altri tempi gli studenti più brillanti anelavano a carriere sfolgoranti ed a lavori qualsiasi purchè di alto livello e ben pagati. Ora cosa succede? Chi ha cervello rifiuta posti di responsabilità e fottendosene dei soldi accetta quel surplus di denaro che avrebbe per pagare la propria libertà, per essere ancora libero, dopo la laurea, di cantare di notte sotto le stelle, ogni tanto, senza pensare al cartellino che dovrà timbrare il giorno dopo perchè il cartellino non esiste. E' la società del benessere, che spinge gli individui a pensare in termini di piacere personale, in termini di cura di se, in termini di sviluppo personale. Il risultato di tutto ciò tutta via temo che sarà pesante, perchè alla nostra età, forse, dovremmo entrare negli ingranaggi della società, contribuire a crearne le basi, avere una famiglia, fare dei figli ecc. Forse ci stiamo spegnendo e questo è il segno: i giovani non vogliono diventare grandi e se non ci sono grandi la società va a rotoli. Io avrei potuto forse essere meglio pagata, e invece mi pagano poco ma sono libera, sto facendo delle cose per me stessa e sono felice; ridimensionando le spese non soffro nemmeno la fame. Grazie al cielo non sono nata in un paese povero.

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mercoledì, agosto 25, 2004

Dove e* il post che ho scritto stamattina? Conoscere tante lingue per parlare con tante persone. Studiare. Studiare. Studiare. Pedalare per studiare di piu*. Che cacchio sto scrivendo? Mi dispiace un sacco di avere perso il bel post di oggi, peccato. Qui a B tutto bene, meno noiso del previsto, persone piu* piacevoli del previsto, ma avrei bisogno di uno sguardo veramente amico, dello sguardo di chi mi vuole bene perche* mi conosce, di un abbraccio e magari anche di un bacino. Imparare a prendere coraggio e fare domande non e* cosa da niente, nemmeno per me che di solito sembro tanto sboroncella. Si cela, dietro la mia sicurezza, una modestia, una insicurezza ed una incertezza riguardo alle mie capacita* che stupisce anche me. Sono stupida o tratto cose veramente difficili? Beh questo rimarra* un dubbio irrisolto, a volte sono tutte e due le cose, forse. Di sicuro devo lavorare sulla mia pigrizia cerebrale che mi impedisce di andare a fondo sulle cose anche se le intuizioni sono spesso abbastanza buone. La vita dell*eterno studente e* dura e se si resta in certi campi il continuo studio e* il nutrimento per il tuo lavoro e l*unica cosa che da* un senso a tutto.

postato da FatinaTedesca 14:13 | commenti (1)

domenica, agosto 22, 2004

Breve pit-stop a Bologna. Cambi la roba in valigia, lasci in camera lo stesso caos, hai il tempo di curare le tue piante, di vedere mamma, sorella, cugino, dormi un po' e te ne riparti, con la tua bici verso una destinazione non ignota, ma tuttora abbastanza misteriosa. Il mistero di B, due settimane passate a seguire lezioni misteriose, senza sapere bene cosa farò del mio tempo libero, con chi dovrò dividere la camera ecc. (Ma perchè poi pensare di dividere la camera per due settimane con una persona che non conosco, soprattutto una ragazza che non conosco, mi angoscia così tanto?) Forse il mesetto passato in giro mi ha fatto venire voglia di casa. Ma che casa? Io non ho una vera casa: la mia camera è una zattera che si sposta da un appartamento all'altro, ma ora almeno ho le mie cose, il mio letto, i miei cuscini enormi, che non esistevano fino a qualche anno fa, quando ero veramente allo stato nomade. Ci sono persone che dormono per una vita nella loro stanzina che si rimpicciolisce man mano che loro crescono, hanno il loro cuscino, il loro letto, i loro poster impolverati, ecc. e questo deve dare loro una sicurezza incredibile. La placida dolcezza bagnaticcia della propria casa. Io non sto bene in nessun posto, ma ogni posto che tocco nel mio girovagare ha per me una energia incredibile che cerco di assorbire e di inalare. I miei occhi brillano sempre di più e riflettono tutte le cose belle che ho visto, tutti i contatti umani che ho avuto. Ci sono persone che si stressano a viaggiare, che non riescono a godersi gli spostamenti, che soffrono se non hanno un piatto di spaghetti al dente ed un cornetto caldo ed un cappuccino fatto come si deve tutti i santi giorni in cui il sole non manca di sbucare dall'orizzonte e illuminare e riscaldare le nostre giornate. Io? Vorrei portare agli estremi il mio nomadismo, essere sempre in giro, non avere una casa, una macchina, un motorino, ma solo due piedi per spostarmi ed una cameretta in cui riposarmi prima di ripartire. Ci sarà qualcuno che cerca una persona con queste caratteristiche per farla lavorare? La prospettiva di abbandonare il pc e spiccare il volo dopo il Dottorato prende sempre più piede nella mia testa, chissà poi che cosa succederà. Vi aspettate un epilogo da questo post? Non ha né capo né coda. Un po' come i miei pensieri odierni. Mi sento felice e rilassata anche se sono un po' inquieta e carica come una molla.



Qualcuno mi salvi dalla noia e venite, vi prego, a B a farmi compagnia!







postato da FatinaTedesca 14:57 | commenti (1)

giovedì, agosto 12, 2004

Uffa, volevo scrivere pagine e pagine sulla Giamaica ma, se allora ero catturata dalla vita in Italia, che mi assaliva di notte, facendomi agitare e rotolare nel letto, spalancando i miei occhi e costringendomi ad ascoltare i Nine Inch Nails a tutto volume mentre scrivevo fortissimo parole sui pochi fogli che mi sono portata dietro, ora nella mia vita in Italia sguazzo con piacere e placidamente godo della presenza del mio Principe dal naso all'insù. Niente di esplosivo o di violento, ma il calmo ristabilirsi di una situazione percepita come piacevolmente normale, il risvegliarsi il mattino e sentirsi compresi e completi, il mangiare con accanto qualcuno che ti piace.

"I know that nothing can stop me"

Cosa ne penso della Giamaica dopo 20 giorni in lungo ed in largo e dopo avere vissuto in una famiglia giamaicana? Mi piace molto e penso che non diventera' la mia casa (visti i prezzi per arrivarci), ma che diventerà un luogo della memoria dove tornerò fisicamente appena potrò. La Giamaica mi è piaciuta molto, mi è piaciuta molto anche l’esperienza umana che mi ha portato a vivere in una famiglia giamaicana, in compagnia di una amica, che io già chiamavo amica solo per il fatto che per anni ci siamo scritte striminzite lettere, separate talvolta da mesi e anni, ma che sempre avevano in comune uno slancio affettivo verso l’esterno, verso un paese oltre l’oceano, dove c’era qualcuno che, nella sua diversità, ti poteva capire. Non è proprio rilassante essere una bianca in un paese di neri, questa è la mia risposta a quelli che mi hanno chiesto se andrei ad abitare là. Non è che sia esattamente difficile –difficile è la situazione degli stranieri in Italia, non la mia in Giamaica!-, diciamo che la cosa più difficile da superare è che sei sempre al centro dell'attenzione a) perché più una ragazza è chiara di pelle e più accende gli animi e le perversioni dei giamaicani b) perché tutti pensano che tu sia ricca e ti vogliono fare pagare tutto il doppio o il triplo o proporti avventure sessuali sempre per rimediare qualche quattrino o magari una cittadinanza! (Chi mi conosce sa che non dico mai certe cose per dire...). C'è poi da dire che i giamaicani non parlano inglese, ma un "broken English" che è incomprensibile anche agli inglesi e quindi ci si sente spesso isolati se si è in gruppo, ma allo stesso tempo al centro degli sguardi silenziosi e delle attenzioni soprattutto maschili. Per mia natura parlo con chiunque mi rivolga la parola, anche per strada, ma all’inizio del mio soggiorno ciò non mi era concesso dalla mia iperprotettiva amica che prendeva a male parole o, nella migliore delle ipotesi, con occhiatacce cattive e imbronciate, gli “ammiratori” di turno. Con il tempo invece la morsa si è allentata ed ho parlato con un sacco di persone che, sebbene aspirassero comunque sempre alle mie grazie, erano molto carini, e gentili e piacevoli. Mai insistenti o inopportuni.
Mentre un giamaicano dietro l'altro -tra parentesi uno più bello dell'altro- si proponevano per una avventura diversa dal solito, la solitudine faceva sempre più male, ma è una sofferenza che ingigantisce la tua capacità di sentire, una sofferenza che sai che ha uno scopo ed un termine, una sofferenza intervallata da comunicazioni telefoniche e pescifoniche che accrescono la consapevolezza del tuo amore e fanno capire che cosa serve nella tua vita e cosa no. Però se avete una ragazza, magari anche carina, non mandatela nei caraibi, per carità! Mica sono tutte come me!

Domenica sera, quando ormai avevo avuto l'ultimo contatto con i fondali caraibici (sono sfuggita per miracolo ai tentacoli delle persone odiose che erano con noi a Negril e che un attimo facevano aspettare ore e ore e l’attimo dopo avevano fretta di andare da qualche parte) ero così estasiata che, al ritorno, in macchina, compressa da tre persone insopportabili sul sedile posteriore, avevo un sorriso felice stampato sul volto che mi ha fatto dire alla mia amica che si era voltata per chiedermi se stavo bene "Do you remember the words of that song ‘... and nothing else matters’?” A cosa mi riferivo? A tutto quello che avevo dentro e che avevo visto di fuori. Alla mia vita e a quello che amo fare ed alle persone che amo, al contatto con le persone che possano darti vibrazioni positive, all'abbraccio di Sheldon, a quello che mi ha comunicato dopo due settimane di solitudine (di intima solitudine, anche se circondata sempre da persone), a Gulliver che è dentro di me, ma era a casa ed è così bello e forte da lasciarmi la libertà di scegliere, di allontanarmi, di stare da sola. Non e' bello pensare che ci sono persone che stanno insieme solo perché sono vicine.

“there a star in the sky guiding my way with its light"

"to the heigh of the highest mountains, to the depth of the deepest sea"

(Violator è sempre nelle mie orecchie e nel mio cuore)

Purtroppo non sono andata sulle Blue Mountains, ma ne ho viste di tutti i colori. Strade, gente, autobus pieni zeppi, bancarelle che vendevano di tutto (uno era addirittura fermo all’angolo della strada con una bilancia!), cibi buonissimi cucinati per strada, con pochi mezzi, pettinature creative e bellissime fatte di treccine, che ora porto anche io!, serate danzanti con danze scatenate, frutti tropicali che non avevo mai assaggiato e tanti tanti posti bellissimi con cascate e spiagge da mozzafiato. (Scriverò di questi posti nel prossimo post!). In questa cornice sempre io: più bianca degli altri (ero sempre in posti con la totale o quasi totale assenza di bianchi), più attiva degli altri, sempre in acqua a notare, a scoprire, a concedermi il riposo della mente, il riposo dalla musica pulsante e continua che occupava notti e giorni della mia vita giamaicana, più pensierosa degli altri, sempre emozionata, confusa, contenta, curiosa.

Un ricordo piacevole va al viaggio di ritorno, ai film carini e leggeri visti in aereo, alla lettera scritta in preda ad un'overdose di vita, alla sosta di sette ore a Londra che mi ha permesso di scrivere un po' di email con scatto di webcam allegato, e di conoscere una bolognese con cui ho tante cose in comune. Non posso dire che la mia amica mi abbia deluso, perché è sempre stata comunque molto gentile e generosa con me, ma è una persona troppo nervosa e musona per andare d’accordo con me tutti i giorni, diciamo. Comunque ci vedremo l’anno prossimo o tra due anni in Italia, quando sarà lei a scoprire posti per lei inusuali, e spero che capendo meglio il posto da cui vengo ed essendo fuori casa non sia così oppressivamente attenta a me e a quello che faccio. Speriamo!! Ora mi aspetta un po’ di lavoro per preparare la cena giamaicana che ho architettato portando da là qualche ingrediente particolare come l’ackee e il breadfruit e quindi finisco qui, ma racconterò presto altre cose. Sabato si riparte, questa volta insieme a Gulliver. Ancora mare, ancora pesci, ancora sole, ancora sabbia, ma stavolta insieme.







postato da FatinaTedesca 18:33 | commenti (4)

mercoledì, agosto 11, 2004

Avrei voluto scrivere tante cose sulla Giamaica, ma oggi sono ancora un po' frastornata. Cmq arriverà, chissà, forse una di queste notti, un racconto sulla Giamaica e sull'esperienza che ho vissuto... Per ora sappiate che sono comunque e sempre felice e che me ne vado a dormire!

postato da FatinaTedesca 14:15 | commenti (3)