giovedì, settembre 30, 2004
Il mio capo entra in ufficio e mi sembra strano che mi saluti. Poi penso che, effettivamente, è naturale che mi saluti, perchè oggi non è ieri, anche se sono sempre seduta qui e lui ha la stessa maglia. La Fatina sta passando ore difficili, ma è serena e carica come sempre. All'orizzonte si prospettano tempi migliori, una vita meno da zingaro per Gulliver, un bel giro sul Cimone, una bella festa di compleanno che però non ha ancora una sede (ho già invitato un sacco di gente, ma non sono sicura di nulla, scusate!), la mia piccola Elena che verrà in Italia, un viaggio romantico a Trieste con Lei, vari eccitanti giorni di lavoro intenso che, si spera portino a qualcosa. Le coinquiline però non cambiano mai. Sempre le stesse donne di teflon e io, la sera, se sono a casa, mi nascondo nella mia stanza quasi per paura di essere contagiata!
mercoledì, settembre 29, 2004
Sessantesimo anniversario della strage di Marzabotto. Milleottocento persone (donne, bambini, vecchi, giovani) trucidate, le loro case bruciate. Andate a Montesole a vedere cosa ne è rimasto.
Onore alla Stella Rossa.
Onore a tutti quelli che hanno combattuto per la libertà.
...ma non si dimentichi che le guerre non sono finite e che i massacri avvengono quotidianamente anche oggi, come allora. Civili uccisi come furono uccisi loro.
martedì, settembre 28, 2004
Qualcosa in me non va perchè non rispondo ai principi di conservazione dell'energia! Come può essere che più ne spendo e più ne creo? Dopo cinque piani di scale, il restyling per il colloquio, cinque piani di scale, il colloquio (molto soddisfacente), cinque piani di scale per andare a rimettermi in tenuta sportiva e dopo altri cinque piani di scale, mi sono trovata in pantaloncini e maglietta in via Lame e con tanta voglia di correre per smaltire tutta la felicità accumulata, che, in dosi massicce, può danneggiare il cervello (lo sapevate?). Ed è così che sono partita alla volta di San Luca, a piedi, mentre stava tramontando il sole in un cielo con poche nuvole e con una visibilità ottima. Dopo avere raggiunto la base del portico ho cominciato a correre a più non posso, voltandomi ogni tanto a guardare il panorama alla mia destra, dove il sole stava scomparendo dietro la città con le sue prime luci, in un tripudio di colori sfavillanti. Quando sono tornata a casa guardavo San Luca dalla terrazza (mentre mangiavo, cercando di sfuggire da "Un posto al sole"), con i muscoli a pezzi ed una rilassatezza incredibile e pensavo che poco prima io ero proprio là, così lontano, e la cosa aveva quasi dell'incredibile...
lunedì, settembre 27, 2004
Sì, è vero che ciò che è, è, e ciò che non è, è possibile, mica voglio negare i fondamenti della mia vita; però potrei mettere un sottotitolo?
"basta avere dormito a sufficienza!"
La mancanza di sonno è l'unica cosa capace di arrestare la mia positività ed il mio ottimismo, è il mio tallone di achille... Io se non dormo mi deprimo fino ad annullarmi, almeno finchè non trovo il mio lettone coi cuscini enormi e vi sprofondo in un sonno beato. Però mi separano dal letto: un tragitto verso casa, 5 piani di scale, 5 piani di scale, un colloquio di lavoro e 5 piani di scale, sempre che le coinquiline non si mettano a parlare di una qualche scemenza che, solo per educazione e per carità cristiana, merita una risposta. Cercherò di concentrarmi e di raccogliere tutte le energie da ogni parte periferica del mio essere!
venerdì, settembre 24, 2004
AGGIORNAMENTO SULLE RICERCHE:
-chattando e possibile che incontri la Amorosa
-incontri sessuali a bertinoro
-ingeborg bachmann giorni in bianco testo
-la gnocca scoppia
-leccare piedi sporchi
-pettinature con orecchie coperte
-tipi di pettinature inglesi maschili -tisana per sgonfiarsi
Bella serata, a camminare verso San Luca, con due belle persone, a parlare dei progetti futuri e di altro, bella mattina, tanto vento. Tanto, tanto, tanto vento. Stamattina mi sono scontrata con il muro di pendolari che attraversavano la strada assonnati, alle otto meno cinque; una volta facevo anche io parte di quello sciame di persone e sento ancora l'odore delle mattine basso-padane, con la sveglia all'alba ed il viaggio in treno o in corriera, con la testa un po' frastornata ed il sapore di caffè ancora in bocca. Ho incrociato la signora dei gatti; la mia terza nonnina, la signora delle rose, mi ha scritto un biglietto dicendomi di andarla a trovare: direi che ultimamente il target di persone su cui faccio colpo è cambiato!
mercoledì, settembre 22, 2004
La mia bici arrugginita ha ceduto, o almeno solo uno dei suoi freni e così, oggi mi sono ritrovata a passeggiare lungo il Navile per andare a lavorare ed ho finalmente parlato con la mitica signora che dà da mangiare ai gatti randagi tutti i giorni. E' alta al massimo 1.50, è cicciotta, zoppica ed ha la barba ed è di una dolcezza infinita: quando parla trasuda genuinità e bontà. Bell'inizio di giornata. Ormai le giornate iniziano sempre prima e finiscono con una stanchezza che un tempo non conoscevo, la placida stanchezza fisica che ti chiude gli occhi e ti spossa le membra. E così mi butto tra i miei cuscini enormi (citazione!) e mi godo l'atmosfera della mia camera mobile con le sue luci rosse ed arancioni, dopo avere dato la buona notte a Gulliver, alle mie piante ed alla coinquilina meno peggio ed avere curato il mio corpo facendo yoga. In questi giorni mi fa compagnia "Il messaggero", di Travis Hugh Culley: grande libro che mi dice cose che avrei voluto scrivere io, con un ritmo che è incalzante quanto quello di una mia solita corsa sfrenata in bici in mezzo al traffico.
martedì, settembre 21, 2004
Questo mese addirittura 22 persone e più mi hanno trovata utilizzando un motore di ricerca. Chissà se quando hanno trovato il mio blog sono rimasti delusi o meno!
Ecco cosa stavano cercando:
-fatina
-"was ich in deinen träumen suche" -a negril cercate chiara
-al lavoro indosso ciabatte di sughero -casque de moto
-cinghialotta
-come si porteranno i pantaloni quest'inverno
-come uscire da delusione amorosa
-cuscini enormi
-gulliver la prima macchina che accarezza la pianta
-i misteri goduriosi canzone
-indipendent days sonic youth blog -istruzioni angelo perline
-mi piace stare scalza
-piedi nudi smalto blog
-pisello lunghissimo
-possibile stanchezza amorosa
-sandali tedeschi birkenstock
-scalza ragazza coccole piedini
-scherzi originali per una laurea
-superare delusione amorosa
-youme nuda
lunedì, settembre 20, 2004
Vado a vedere "Land of Plenty". So già che mi piacerà :D
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Dicevo che mi sarebbe piaciuto, solo perchè Der-Totentanz non mi sembrava così entusiasta del film, ma scherzavo! In fondo, anche se ha odiato libri che a me sono piaciuti, ed addirittura ha silurato "Il Tamburo di Latta" che è in assoluto uno dei miei libri preferiti, devo dire che mi fido di lui, non fosse altro perchè mi fa compagnia tutti i giorni con il suo blog, in cui trovo scritte cose altamente condivisibili.
No, il film non mi è piaciuto, perchè avrei voluto che mi raccontasse qualcosa di nuovo, avrei voluto che mi emozionasse, che mi desse una visione della vita e della realtà delle cose a cui farmi pensare, che mi facesse un po' riflettere invece di essere così prevedibilmente semplice. Il film è bello nel senso che mi piacciono i suoi colori (quando sono uscita, camminando verso casa, li vedevo ancora), mi piace il tema che ha scelto di trattare, la storia. Questa storia, però, avrebbe potuto raccontarla meglio o forse arricchirla con qualcosa di più, invece di dirci che, sì, la pace e la speranza di cui può essere simbolo la protagonista è la cosa migliore e che, però, ci vuole il coraggio che solo persone che, come il protagonista, sono state in guerra, sanno avere. E' vero, ma è un po' banale, forse. Forse avrei voluto andare a casa con qualche altra consapevolezza in più. E' bello che qualcuno provi a raccontare i sentimenti che animano i giorni di oggi, è bello che ci sia qualcuno che scelga di fotografare personalità toccate, nelle loro vite, dalla guerra e dal terrore, e Wenders lo ha fatto tutto sommato bene ed in modo ricco dal punto di vista delle immagini che ha scelto di proporci, delle sensazioni che ha scelto di trasmetterci, ma povero dal punto di vista della narrazione, della descrizione, con quelle stesse immagini curate, della storia che voleva raccontare.
Visto il film insieme al CavalloGoloso sono andata a casa comunque non del tutto delusa, forse solo un po' insoddisfatta, come quando vedi in tavola il tuo piatto preferito, ti sembra cucinato bene, ma poi quando lo mangi manca un ingrediente. I colori di Bologna non erano gli stessi di prima ed io ero contenta di essere tornata al cinema con il mio caro amico, di averlo ritrovato per due ore, in un nostro rito di sempre. E' strano come ti entri nel cuore una persona che, inizialmente -e superficialmente-, ti disgusta; è buffo come le persone che inizialmente mi piacciono di meno, siano poi le stesse a fare colpo e ad accovacciarsi piano piano nella mia vita, scavando un loro posticino che terranno sempre caldo, come fanno i gatti.
Mi sto alienando dalla mia vecchia vita, mi sto allontanando, in bici, dalla mia vecchia vita, dal mio vecchio corpo, dalle mie vecchie abitudini e mi piace cavalcare queste emozioni ed andare oltre, portare tutto all'estremo, soprattutto perchè in questo tipo di estremi mi sento sempre meglio. Non ho molto da dire oggi, scriverei piccole banalità quotidiane, anche più banali del solito, scriverei di tanti piccoli incontri con grandi persone che mi aspettano questa settimana, ma è meglio che mi metta a lavorare!
Il 29 ottobre gli EN sono a Reggio Emilia! E io ci sarò...
venerdì, settembre 17, 2004
"La felicità si racconta male perchè non ha parole, ma si consuma e non ce ne accorgiamo..." Queste parole sono tratte da Joules e Jim, e riproposte dal mio prof di matematica del liceo, via email. La mia memoria è quella di un elefante, le cose vengono messe lì, a prendere la polvere, ma prima o poi faccio quello che avrei voluto e dovuto fare tanti anni fa, come scrivere al tanto biasimato professore di matematica, che in realtà era una gran persona ma insegnava ad una classe di capre (non perchè non capivano la matematica, ma per altri motivi) e tutti (tranne me! :D) avevano quattro ed io, da rappresentante di classe, mi sentivo in dovere di fare presente la cosa. Prima o poi io arrivo sempre. Mi avevate detto "vienimi a trovare!" e io sembravo non mi sono mai fatta vedere? Beh, potrei arrivare domani! E' strano vedere in me un senso di superiorità. Vorrei essere umile, e lo sono -o almeno a volte mi sembra di esserlo-, ma in fondo non ci riesco davvero bene: è come se ci fosse una parte di me che non riesce a considerare gli altri esseri umani come pari. Tutti hanno bisogno di manutenzone, ma come mai gli altri non si lamentano mai di me ed io, dopo un po', mi stufo e sono carente di stimoli? Ieri sera la prima cena alcolica, da astemia! Tutti bevevano e io no, ma mi sono divertita un sacco lo stesso. Io e 10 ragazzi ad un tavolo: solita scena, ma non ero più abituata, effettivamente, ad una serata a parlare di donne e di campionati-sessuali! Ben inteso, ero pienamente coinvolta nella discussione! L'8 ottobre c'è la mia festa di compleanno, in una casa scout fuori Bologna. Avviso tutti da qui, ma lo farò anche via email. Sarà una festa devastante, preparatevi!! ----perdonatemi per la mia precedente versione sgrammaticata ed illogica del post!-----------------------------
giovedì, settembre 16, 2004
Bisogna avere il coraggio di cambiare, la forza di essere leali, l'energia per ricominciare. Ognuno di noi dovrebbe fare il lavoro che gli costa meno fatica fare, perchè quello è il lavoro per cui si è più adatti, per cui le proprie capacità bastano a svolgerlo al meglio. Sono una persona molto leale, dice il gatto strabico, che ho avvistato dalla mensa, mentre era in pausa, fuori dal cancello, in attesa del dragobruco. Sembrava un miraggio: io che mangio nella solita grigia atmosfera e, volgendo lo sguardo al di fuori, per vedere se piove, vedo la sua sagoma in lontananza, appoggiato al cancello, al telefono. Mi sono scrollata di dosso la negatività assorbita per via orale (sotto forma di pasto cucinato dalla camst) e attraverso le orecchie e sono corsa allegramente a salutarlo, nella umida giornata odierna. In 120 secondi c'è anche tempo per parlare di cose profonde, con la persona giusta. Le persone hanno bisogno di manutenzione ed io soprattutto. Lasciami in balia di me stessa per un po' di giorni, lascia che il mio ego cresca senza ricordarsi che esisti anche tu, lascia che io mi esalti nella mia solitudine e nel contatto con altre persone, dimenticati di cibarmi di stimoli e assorbi solo quello che ti do, magari deludi addirittura le mie aspettative -se ne hai il coraggio- e troverai, al tuo ritorno, una persona diversa; magari le porte saranno chiuse, magari non mi ricorderò più di te, non è detto che, sforzandomi, riuscirò a guardare me stessa da fuori e da dentro ed a capire la ragione del rigetto che me stessa prova nei tuoi confronti, di capire la radice del distacco.
Io vedo me e vedo te
e vedo che qualcosa si è atrofizzato
e non capisco perchè.
Tutt'a un tratto tu non sei più quello che eri -lo sei ma se io non lo vedo è come se non lo fossi-, diventi una talpa con gli occhiali ed un vestitino a strisce ed è così che hai perso ogni tua possibilità di essere preso sul serio, di guardare oltre la porticina dei miei occhi, è così che non mi è più possibile provare per te nessuna emozione che si prova per un essere umano, quindi nemmeno dispiacere. E' finita ogni sorta di idealizzazione, attesa, entusiasmo.
Io vedo me e vedo te
e vedo che qualcosa si è atrofizzato
e non capisco perchè.
Quando qualcuno ti lascia, a volte è utile vederlo come una bestia inutile e ridicola, bisogna solo trovare il modo per vedere così una persona che un tempo hai amato.
----che cosa mi prende oggi?
e ieri?------------
mercoledì, settembre 15, 2004
Quando esco dal lavoro, come sto per fare ora, penso che è strano il flusso infinito che formano le macchine, sembra che continui tutto senza sosta, è come un liquido che scorre in un tubo lunghissimo e tu sei parte di quel flusso; senza quasi rendertene conto scorri, vai avanti. Quando fai un incidente è come se si rompesse un incantesimo perchè ti rendi conto di non essere parte di un flusso, ma di essere un elemento in mezzo ad una moltitudine di elementi e la continuità si rompe. A volte anche la vita può essere un tubo o forse siamo progettati per farla diventare un tubo, dove vai avanti e non ti rendi bene conto di essere un esserino fragile fatto di carne ed ossa, poi ci sono delle cose che ti costringono a fermare la tua corsa ed allora ti sconvolgi, ti fermi a pensare e ti rendi conto del gioco del tubo. Non stai bene con te stesso finchè non te ne dimentichi e finchè qualcosa non ti rimette in moto insieme al resto.
Questo blog è diabolico: si scrive da solo. Dopo avere osservato da vicino la mia vita la analizza e la scrive. Un giorno forse mi ucciderà! La distrazione è la mia forza, ma ciò forse non è saggio. Quando una cosa ti va storta e ti girano fortemente, c'è sempre qualcos'altro di bello che ti aspetta e non puoi perdere tempo a lagnarti! Il mio cellulare scoppia, mentre la poltrona scende dalle scale e io con lei, gradino per gradino. E' bello sentire vicino persone che non conosci, ma è spiritualmente stressante, è un fardello che bisogna essere in grado di sopportare. Quello che sopporto di meno è prendere l'autobus con i liceali e sentire i loro discorsi: sento la confusione delle loro menti che mi rosicchia le pareti dello stomaco. Gion si sente vecchio, e mi dice che ho quasi 30 anni, come lui. Un tempo eravamo come gli adolescenti che ho visto sull'autobus, io e lui, e giravamo per il liceo vestiti come due spettri, ossessionati dalla stessa musica e dai nostri pensieri. Ora siamo diversi, abbiamo preso strade diverse, ma non ci siamo persi; non siamo mai stati vicini, ma mai lontani. Ho perso un post: peccato! Magari ritornerà, chissà.
lunedì, settembre 13, 2004
Sono una civetta? O semplicemente il mio atteggiamento viene frainteso? Mah, fatto sta che stamattina il mio cellulare scoppia, un messaggio dietro l'altro, un amico-amico, che mi fa un bellissimo complimento (Chissà come mai sono più speciale delle altre? Indagherò...), finti-amici-malcelati-spasimanti, un uomo volante che mi è atterrato davanti sabato, sulla crapa pelata della montagna e che si ostina a chiamarmi cinghialotta (Ma come si permette!??! Ad una signorina come me?!?! :D)... Comunque io continuo a sentire questa attenzione come un sottoprodotto dell'affetto; versione a):mi fodero debitamente gli occhi di prosciutto (solo per dire: sono vegetariana!), e apro le braccia alle persone che mi piacciono, qualunque siano le loro intenzioni, li abbraccio, li coccolo e nuoto in loro, strafottendomene di quello che loro sentono veramente per me e li tengo a 1 mm di distanza (però non si lamentano); versione b): le persone quando mi vedono sentono la mia energia positiva e capiscono che il mio interesse è disinteressato, che le mie attenzioni sono esenti da pensieri sconci, che il mio affetto è quello di una amica o di una mamma gatta. A o B? Crocetta, crocetta! Come sempre la verità può essere nel mezzo. C'è chi dice che l'amicizia tra uomo e donna non esiste ecc. ecc., ma allora io, poverina, dovrei essere una persona estremamente sola, illusa di avere amici e invece circondata da bestie sbavanti. Nonononnonno! Ieri la giornata è stata grandiosa, con mia nonna che un momento confonde il nome di suo nipote con quello di suo figlio ed un altro momento alza il bastone, scherzando, quando gli altri la prendono in giro e pensano che lei non li capisca. Pensavano fosse moribonda ed invece hanno visto i suoi dentoni in un sorriso smagliante, hanno visto le sue gambette fare passettini veloci dimenticando il bastone, si sono sentiti prendere in giro da una novantenne che credono un po' andata. Beh diciamo che la sua mente lavora un po' ad accesso casuale... mettiamola così! Capisce però cose che neanche chi le ha sotto il naso capisce. Anche mia nonna amava andare in bicicletta. Le vecchine a Lizzano facevano il tifo, domenica, mentre passavo da sola in mountain bike: "forza signorina!" e urlavano e ridevano. Forse cominci a diventare un po' interessante quando qualcuno ti incontra sulla cima di una montagna a 1737 m sul livello del mare? Io stessa non ci credo, ma c'è qualcuno che ha testimoniato di avermi visto inerpicarmi su per un pendio con la bici a spinta, perchè avevo perso il sentiero: erano degli asini tutti colorati, che pascolavano sulla montagna di fronte, pascolavano e correvano felici. Ma esistono gli asini colorati? Pensieri narcisistici. Il corpo rinasce, respira, si fa forte e il grasso si dissolve, la pelle ha un'altra luce, gli occhi risplendono delle meraviglie che ti passano accanto, del sapore dei mirtilli, del sorriso semplice di chi incontri sul cammino e ti dice (come mia nonna quando ero piccola!) che qualcuno ha fatto quello che vuoi fare tu ed è morto e guarda caso era proprio una signorina come te che girava da sola. Non spendete soldi inutilmente andando a comprare libri di filosofia orientale, facendovi abbindolare da santoni di qualunque genere, basta che vi fermiate ogni tanto a parlare con un contadino e in mezzo alle sue rughe increspate dal sole leggerete quello che vi serve; io leggo tutto ogni mattina sulle foglie delle rose che la vecchina che abita vicino a me mi ha regalato. Le mie coinquiline le hanno abitato per 6 anni vicino e non hanno mai avuto nessun contatto, dicevano che è una vecchia matta e brutta, ed invece è una persona sorridente e generosa e mi sta riempiendo il balcone di piantine! Forse ha visto nei miei occhi le montagne.
domenica, settembre 12, 2004
Semplicità? Nessuno è veramente semplice, ma io cerco di esserlo, cerco di semplificare e di capire, di snellire e di rendere leggero e razionale il tutto, anche se non sempre è facile. Quando sento che tutto è sotto controllo, quando sento che tutto può avere una spiegazione, quando nulla mi è del tutto incomprensibile allora sto bene e sono serena. In questi giorni ho trovato una risposta: non esistono persone del tutto negative, ma di sicuro esistono persone che, per diverse ragioni e spesso perchè non sono come noi, non ci piacciono. Un impulso di rigetto di queste persone è fondamentale per affermare, di contro, il nostro modo di esistere, il nostro modo di essere, ma non è così che si procede in modo costruttivo. Le mie coinquiline, per esempio, non sono di certo come io vorrei essere, ma non è odiandole che risolverò qualcosa: penso che d'ora in poi le compatirò e vedrò ogni loro comportamento come frutto di un certo loro modo di essere; parlerò loro, le educherò e sarò superiore alle piccolezze quotidiane. La più grande delle due mi sta più simpatica da un po' di tempo e ci si riesce a parlare bene... Il Gatto Strabico mi ha fatto visita e la serata è finita come sempre: io che voglio dormire e lo ostento, andandomi a lavare i denti, mettendomi il pigiama ed infilandomi sotto le coperte con gli occhi chiusi e lui vestito, seduto sul letto, in preda ad un attacco di logorrea, che mi fa le domande o insinua cose che io secondo lui avrei detto in tempi remoti, mentre io vorrei solo dormire e stare bene ed essere tranquilla. Provo per lui un affetto infinito, nonostante tutto, nonostante senta spesso il desiderio di strozzarlo. E' stata una bella serata, ho trovato una parte di me che abita in lui da un po' di tempo, lo ho preso tra le mie braccia come una mamma e ho dato forse un attimo di pace alla corsa frenetica della sua vita. Le montagne, sopra i 1500 metri di quota sono pelate: le loro cime sembrano testone di uomini grassi con una peluria verde e una pelle grigia che spunta sotto. Vorrei abbracciare le montagne quando le vedo così pelate perchè, sapete, io voglio bene alle montagne, come ho voluto bene ed ho abbracciato il millenario muro spesso del castello di B, mentre ci faceva compagnia nella notte ed io stavo con le gambe e la testa a penzoloni appoggiata ad esso. Ieri è stata una giornata grandiosa, solitaria ma accompagnata da begli incontri, faticosa e spensierata, piena di stimoli e di cose belle. 90 Km e 1700 m di dislivello, da Silla alla cima dove si trova il Lago Scaffaiolo, che ho raggiunto con un po' di fatica dopo avere sbagliato strada. Un pozzangherone gigante, il Lago Scaffaiolo, in mezzo ad uno spettacolo grandioso. E intanto la mia sposa è tornata e forse mi farà compagnia ogni tanto nei miei giri, ma la pace che trovo da sola à tete à tete con la crapa pelata delle montagne è qualcosa di ineguagliabile.Ora mi aspetta una giornata con la nonna, ancora un cimitero, questa volta quello di Cortile, vicino Fossoli, dove sono sepolti i suoi genitori e tutti i suoi fratelli , 90enne, la hanno lasciata da sola (non fa che dirlo!).
venerdì, settembre 10, 2004
I just don't know what to do with myself, cantavo pedalando, all'una di notte, tornando a casa. E' una scena che si ripete spesso nella mia vita: diversa bici, diverse canzoni, diverse giornate, diverse stagioni, ma sempre io -anche se diversa- a pedalare rilassata e stanca di ritorno, sempre e comunque in bici, da qualche ritrovo serale o notturno.
Stamattina ho trovato un'altra rosa che mi ha regalato la mia vicina. Quando ho mostrato le piante a Gulliver mi ha preso in giro perchè, effettivamente, non sono che dei rametti piantati nella terra, ma io, gente!, ho fiducia! Sono convinta che a maggio avrò almeno una rosellina e questo mi basta per essere soddisfatta, appagata e per svegliarmi felice con qualche cosa da fare per le mie creature! Che essere semplice che sono; pateticamente semplice.
Domani, altrettanto banalmente, mi sveglierò alle sei e partirò per il Lago Scaffaiolo.
giovedì, settembre 09, 2004
Sono sveglissima, stranamente. Dopo una serata delirante mi sveglio me stessa al 100%, sento e vedo tutto come se fosse vero, anche se alla notte sogno i satelliti.
Mi piace mettere le mani in mezzo alla terra umida e adoro fare colazione per strada: diventerò mai una signorina?
Perchè non leggete il post odierno di altromail? Io e lui facciamo parte della stessa scuola di pensiero! I blog sono una bella cosa.
mercoledì, settembre 08, 2004
La mia sposa torna a casa. "Mi ha emozionato vedere la tua chiamata sul telefono", mi scrive.
Il mio cuore batte forte, perchè l'attesa è ormai breve.
Nel frattempo cerco di sopravvivere al senso dilagante in me di non sapere abbastanza. Lei si sente così? Tutti si sentono così prima o poi, forse, soprattutto se hanno sempre primeggiato sugli altri, perchè quando poi si trovano da soli non hanno nessuno su cui trionfare e si sgonfiano.
martedì, settembre 07, 2004
Una vecchina secca secca mi sorride dall'altra parte del muro che ci divide e mi offre delle rose.
Un matto scappa, facendo passettini piccoli piccoli, perchè non vuole andare a dormire e il suo assistente lo rincorre dicendogli dolcemente di tornare indietro.
Per strada la mia vicina mi saluta chiamandomi per nome quando mi incrocia, e sa il mio nome perchè è anche il nome del suo grande e bellissimo alano grigio, dal pelo vellutato e dallo sguardo buono e impassibile e io penso che io e lei ci chiamiamo uguali e lei è un bellissimo cane e io sono una persona, mi guardo nella vetrina, passando oltre e mi vedo come sono diventata.
Yoga sul terrazzo con la mia amica polacca, dopo una cena più rilassante di ogni altra cosa. Lei che dice: "Ma tu fai sempre cose interessanti", e io che penso che effettivamente ha ragione e le dico che mi impegno abbastanza.
Questi sono gli attimi che ho collezionato.
lunedì, settembre 06, 2004
Mi ritrovo di nuovo a percorrere la stessa strada, con la mia bici da corsa. Il vento è forte contro di me, ma non tanto da non fare scorrere via la pianura, l'argine sinuoso, i vecchi in bicicletta, i raggi del sole, il fieno, le case. Tutto scorre via e le mie gambe si sentono fiere e potenti, mentre spingono avanti la mia bella e vecchia bici; guardo avanti e vedo la sua ruota sottile mentre rotola sull'asfalto ed è così bella che mi verrebbe voglia di toccarla mentre va avanti sull'asfalto. Si sta innestando in me un meccanismo positivo e virtuoso che mi porta a spingere il mio corpo sempre oltre, che mi fa venire voglia di curarlo come non mai, come tempio per la mia anima, per il mio intelletto, come macchina ben funzionante che mi possa portare lontano.
Ieri mi ha portato anche, insieme al mio cane, che stava per morire di fatica e di caldo, a trovare un antico porto sicuro, una cara persona che mi aprì, a modo suo, le porte al genere umano. Avevo paura di trovarlo triste e solo dopo il malore che lo ha colto e mi chiedevo se la sua 17enne amichetta lo avrebbe sostenuto. Per fortuna non è solo, non sta bene, ma non è solo; mi sorprende vedere che la sua amichetta, diciamo pure la sua ragazza, è me in versione 17enne e un po' migliorata (inzomma, se una è più gnocca di me lo ammetto!). Ha gli occhi molto simili ai miei: stesso taglio -raro!-, stesse dimensioni e stesso colore. E la vita continua. E meno male che ha trovato un'altra me, perchè io non ho più bisogno di lui o di un altro lui, ma è lui ad avere bisogno di qualcuno.
sabato, settembre 04, 2004
Il Reno mi ama come i fiumi amano le persone e io amo il Reno perchè congiunge la mia antica dimora con Bologna, la città dove ormai vivo. Il pomeriggio odierno mi ha portato, invece che all'Indipendent Days Festival, ed al concerto dei Sonic Youth con tanta gente, sull'argine del Reno, a camminare, da sola, in silenzio, dalla mia nuova dimora alla mia vecchia dimora, uscendo come di consueto dalla città facendomi indicare il cammino da questo fiume ormai esausto e stanco, attorno al quale si ergono enormi argini, così sproporzionati rispetto alla pianura che li circonda. Mi riapproprio della mia terra e dei miei ricordi passo dopo passo, e quando mi volto indietro vedo San Luca come non avrei mai sperato di vederlo: veramente piccolo e lontano. I piedi mi fanno male, quando oltrepasso il ponte sul Samoggia e mi dirigo verso la confluenza, ma mi sento a casa e comincio a vedere i primi segni del mio paese che ho abbandonato così disgustata anni fa, ma che comunque resta per me un posto dove tornare. Ora scrivo con le mie ultime forze, prima che svanisca la sensazione del cammino, il rumore ritmato dei passi, la sensazione di andare in qualche posto, la domanda, non di certo pressante, ma presente "come mai solo io?", il ritornello onnipresente
"you'll never be enough to fill me up"


