giovedì, agosto 25, 2005
Il Gattostrabico dice che più si va avanti con gli anni e più i rapporti di coppia diventano qualcosa che prescinde dal rapporto tra due persone, essendo caricati di aspettative verso l'altro. Si sceglie, secondo lui, chi è adatto a stare con noi ed ha certe caratteristiche e non qualcuno con cui stiamo bene e basta. La cosa più triste è che forse ha ragione: nemmeno la mia onnipresente illuministica sicurezza può cambiare nella mia testa questo dato di fatto. La mia parte razionale rifiuta chi è in antitesi con la mia idea di mondo, è stanca di aprire le porte al pazzoide di turno, è stanca anche di essere additata come troppo positiva, troppo ottimista, troppo qualcosa. Troppo un-qualcosa-che-cercano-ma-non-trovano-in-nessun'altra, che però quando c'è ed è troppo fa paura. Mentre marcio sicura verso il mio luminoso futuro, dove nulla è sicuro, ma sento che tutto è realizzabile, però, non posso che essere affascinata dall'altrui lentezza e confusione, dalla marcia follia che si trova negli altri esseri umani e che in me è inascoltata e trascurata, dall'infantile rifiuto alla crescita che si legge nella svogliatezza e nella pigrizia. Forse trovare qualcuno di candido e splendente mi fa paura: cerco in realtà sempre il torbido caos della follia e dell'insicurezza perché mi dà calore. Solo quando sono in una stanza buia cerco di risplendere al massimo.
postato da FatinaTedesca 14:30 | commenti (21)
mercoledì, agosto 24, 2005
Si può dire a ragione che io sia tornata indietro, un brutto modo per dire "ritornata". Non è facile tornare sulla terra quando si sono vissuti venti giorni in paradiso, ma non sono di certo il tipo da darsi per vinta.
Bisogna rivolgere sempre lo sguardo verso l'alto, verso gli obiettivi, verso gli ideali, per uscire dai labirinti creati dalle piccole emergenze quotidiane, dai mattoncini di negatività che costruiscono le mura entro le quali mi vogliono barricare.
Solo alzando lo sguardo posso vedere loro, le montagne. Sento una grande nostalgia: vorrei tornare lassù ad abbracciarle con lo sguardo, a voler loro bene da vicino come durante il mio viaggio. Sabato tornerò da loro.
Bisogna rivolgere sempre lo sguardo verso l'alto, verso gli obiettivi, verso gli ideali, per uscire dai labirinti creati dalle piccole emergenze quotidiane, dai mattoncini di negatività che costruiscono le mura entro le quali mi vogliono barricare.
Solo alzando lo sguardo posso vedere loro, le montagne. Sento una grande nostalgia: vorrei tornare lassù ad abbracciarle con lo sguardo, a voler loro bene da vicino come durante il mio viaggio. Sabato tornerò da loro.
postato da FatinaTedesca 10:05 | commenti (5)


